24 settembre 2009

Ursini(Ugl), "più sicurezza per i medici di Guardia Medica"

''Ai medici di guardia medica bisogna assicurare migliori condizioni di sicurezza sia perché le sedi di alcune postazioni si trovano in zone ad alto rischio criminale, sia per il fatto che nel territorio dell'Azienda Sanitaria Provinciale risiedono molti cittadini extracomunitari che usano diverse sostanze alcoliche, quali birre, vini e vodka che, se assunte in grande quantità come spesso accade, inducono a commettere atti di gratuita violenza'.
E' quanto afferma Vincenzo Ursini, segretario provinciale e portavoce regionale del Comparto sanità dell'Ugl.
''Le aggressioni e le minacce subite negli ultimi due/tre anni dai medici di continuità assistenziale sono ormai diverse ed è giusto che l'Asp adotti adeguati provvedimenti a loro tutela. I medici sono quasi sempre donne neolaureate, al loro primo precario incarico, che con grande senso di responsabilità accettano di lavorare in ambienti quasi sempre a rischio'. ''Pur riconoscendo all'Azienda Sanitaria il merito di aver avviato per alcune strutture un'adeguata azione di riqualificazione, riteniamo necessario che il medico di guardia medica sia più tutelato, almeno sotto il profilo della sicurezza personale. E ciò può avvenire in due modi: installando in ogni postazione adeguati servizi di videosorveglianza collegati con le forze dell'ordine, oppure affiancando al medico almeno un infermiere'.
''In questi giorni, - continua il segretario provinciale dell'Ugl sanità - ho avuto modo di prendere contatti con alcuni giovani medici che spesso si trovano ad affrontare situazioni ad alto rischio per la gravità delle patologie di tanti pazienti che individuano nella Postazione territoriale il primo punto di pronto soccorso. Affiancare al medico una unità infermieristica potrebbe essere un modo nuovo di gestire la sanità territoriale, assicurando prestazioni notturne di primo livello, ma per fare ciò è necessario dotare le Postazioni di adeguati strumenti diagnostici (oftalmoscopio; saturimetro; test rapidi per markers cardiaci per fare diagnosi precoce di infarto; test per streptococco, influenza, mononucleosi ed esame urine)'.
''Ciò - continua il segretario provinciale dell'Ugl sanità - porterà ad una riduzione degli accessi al Pronto Soccorso, soprattutto se trattasi di ''codice bianco'. L'utilizzazione di unità infermieristiche potrebbe consentire anche di gestire al meglio le procedure assistenziali più complesse, non di competenza medica, quali ad esempio la installazione e rimozione di cateteri vescicali, i drenaggi e le fleboclisi'. ''Sarebbe inoltre utile prevedere - continua Ursini - un lettino attrezzato per permettere l'osservazione breve dei pazienti affetti da crisi ipertensive che necessitano di controlli dei valori pressori dopo 1-2 ore dalla somministrazione della terapia. I medici dovrebbero, altresì, avere la possibilità di richiedere esami diagnostici urgenti (rx torace, elettrocardiogramma, esami ematochimici di routine), mentre ai pazienti va data la possibilità di conoscere i turni del personale in servizio, affinché possano rivolgersi, in caso di necessità, sempre allo stesso sanitario'.
Infine, l'Ugl ritiene ''necessario assegnare ad ogni postazione un telefonino cellulare e un navigatore satellitare perché attualmente i medici, per le telefonate inerenti l'attività pubblica, sono costretti ad utilizzare il proprio telefonino'. ''Sono proposte - conclude Ursini - certamente nuove e, forse, non facilmente percorribili, ma siamo fermamente convinti che la sanità calabrese, per uscire dallo stallo di questi anni, abbia davvero bisogno di azioni innovative che possano influire positivamente sugli operatori che sono quotidianamente in ''prima linea' per ridare fiducia ai cittadini-utenti'.

11 settembre 2009

Guardia medica: Accordo Asl-Sindacati

SASSARI – E’ stato siglato nei giorni scorsi tra l’Azienda sanitaria locale di Sassari ed i sindacati dei medici di Guardia medica, il progetto della continuità assistenziale nelle ore diurne per il Pronto Soccorso di Sassari, per i punti di primo soccorso delle strutture di Ittiri e Thiesi e per il poliambulatorio di Porto Torres.

L’accordo, che avrà la durata di dodici mesi a decorrere dall’inizio di ottobre, coinvolge ventiquattro medici titolari di continuità assistenziale nell’ambito del territorio dell’Asl sassarese, per un incremento orario di dodici ore settimanali.

L’accordo, prevede che il medico di continuità assistenziale presti la propria attività professionale al Pronto Soccorso del presidio ospedaliero di Sassari, al poliambulatorio di Porto Torres e nei punti di primo soccorso di Ittiri e Thiesi. L’attività sarà esclusivamente ambulatoriale, con orario dalle ore 8 alle ore 20, mentre gli interventi domiciliari diurni resteranno sempre di competenza dei medici di assistenza primaria e dei pediatri di libera scelta. Nei presidi ospedalieri le attività saranno esclusivamente dedicate all’espletamento dei codici bianchi provenienti dai triage. Al fine di garantire l’erogazione della prestazione con garanzia di qualità il professionista di continuità assistenziale sarà coadiuvato da un infermiere professionale.

Gli obiettivi dichiarati che le parti vogliono raggiungere con l’accordo riguardano il miglioramento quali-quantitativo della risposta all’utenza, quindi il miglioramento del governo clinico. A questi, si aggiungono la volontà di facilitare l’accesso agli altri servizi, garantire maggior integrazione fra gli operatori dell’ambito territoriale, ancora migliorare l’integrazione e l’appropriatezza delle risposte e, infine, ridurre i tempi di attesa dei pazienti che, nelle strutture, si presentano al sistema del triage. La sigla dell’accordo, riapre i termini per la presentazione della domanda di disponibilità da parte dei medici di continuità assistenziale interessati a svolgere questo servizio.

9 settembre 2009

PUBBLICATO SULLA GAZZETTA UFFICIALE L’ ACN.

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale N. 208 dell’08-09-09 Suppl. Ordinario n.167, la "Intesa, ai sensi dell’Art. 5 dell’Accordo Stato Regioni, Rep. 1805 del 24 Luglio 2003, sull’Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale per la disciplina dei rapporti con i Medici di Medicina Generale - quadriennio normativo 2006-2009, biennio economico 2006-2007".
Come già precedentemente chiarito, la validità dell’Accordo Collettivo Nazionale ha assunto piena efficacia già dal 29 Luglio 2009.
La pubblicazione sulla GU costituisce comunque utile strumento in quanto rappresenta atto informativo istituzionalmente NON discutibile né rimandabile da parte delle ASL ad ulteriori convalide per l’ attuazione dei contenuti dell’ACN.
L'Esecutivo Nazionale

8 settembre 2009

Parodi: «L'Enpam non sarà commissariato»

L’Enpam non corre alcun rischio di commissariamento. Lo scrive a chiare lettere il presidente della cassa di previdenza dei medici, Eolo Parodi, in un comunicato diffuso venerdì per smentire le notizie circolate nei giorni precedenti sulla stampa economica. Secondo alcuni articoli, infatti, il ministero del Lavoro avrebbe il mirino puntato su sette enti previdenziali delle professioni (medici, veterinari, avvocati, giornalisti eccetera), alle quali i tecnici del dicastero rimproverebbero il mancato raggiungimento della sostenibilità a 30 anni, requisito introdotto quasi tre anni fa dal comma 763 della legge 296/2006.
«L’allarme di un sistema previdenziale dei professionisti a rischio di commissariamento» è la risposta del presidente Parodi agli articoli di stampa «è del tutto infondato. Finora l’Enpam non solo ha rispettato tutte le regole concernenti la privatizzazione delle casse professionali, ma ha anche triplicato il valore del proprio patrimonio».
A dettagliare lo stato di salute dell’Enpam provvede anche Alberto Oliveti, componente dell’esecutivo Enpam con delega della presidenza per le questioni previdenziali e responsabile Fimmg per previdenza e assicurazioni: «Il piano d’interventi necessario a raggiungere la sostenibilità a 30 anni» spiega «è già pronto e a giorni verrà presentato al Ministero. Mancava soltanto l’ultimo tassello, ossia il rinnovo della Convenzione dei medici di famiglia, senza la quale il mosaico sarebbe stato incompleto». E per Oliveti il piano dovrebbe essere recepito dai tecnici del Lavoro senza obiezioni: «Siamo fiduciosi: giusto per citare il Fondo della Mg, già oggi tra riserve e rivalutazione del patrimonio immobiliare raggiungiamo tranquillamente i 24 anni di sostenibilità. Per arrivare a 30 andranno rivisti i rapporti tra contributi e prestazioni, ma il traguardo è dietro l’angolo e l’ipotesi del commissariamento è soltanto fantasia».

7 settembre 2009

Alle Molinette l´incentivo del sabato sera

Pochi medici disponibili, accordo su 480 euro per ogni turno di guardia. Le trattative accelerate anche dall´arrivo dell´influenza A. Il bonus riguarda tutti i reparti e vale 700mila euro l´anno.

Se lavori il sabato notte guadagni di più. All´ospedale Molinette di Torino, il più grande della città ma anche uno di quelli dove la popolazione sanitaria è più anziana, tutti i medici di guardia nel turno di notte, dalle 20 alle 8 del mattino, saranno incentivati con 480 euro lordi. L´accordo, su proposta dell´Anaao con l´appoggio delle altre organizzazioni sindacali dei medici, è pronto e sarà firmato già alla fine di questa settimana. Carenza di medici, invecchiamento della popolazione, mettiamoci anche l´influenza A in arrivo, che potrebbe portare ad un sovraccarico di lavoro per tutti, un´età media dei sanitari fra le più alte della Regione che rende più difficile avere la disponibilità di professionisti che hanno superato i 55-60 anni e che non sempre se la sentono di passare la notte in ospedale. Sono tante le ragioni che hanno portato ad un´accelerazione delle trattative negli ultimi mesi. Inevitabile quindi cercare soluzioni, peraltro previste dal contratto 2002-2005 che prevede fondi dedicati per retribuire il disagio dei medici nelle guardie notturne.

Si poteva incentivare il lavoro nelle zone più critiche, il pronto soccorso, le chirurgie, le medicine che negli ultimi tempi lavorano al limite della sostenibilità. La scelta delle Molinette è stata diversa, pagare 480 euro ai medici di tutti i reparti, quelli che sono disposti a rinunciare al fine settimana in famiglia o ad alterare i ritmi abituali nei giorni di festa passando la notte in corsia. «Abbiamo pensato che fosse il sistema più equo - spiega Gianluca Ruiu, rappresentante del sindacato Anaao alle Molinette - per compensare il disagio del lavoro notturno come prevede peraltro il piano sanitario regionale che insiste sulla continuità assistenziale». Il costo sarà di circa 600-700 mila euro all´anno, una cifra che sarà attinta dai finanziamenti arrivati dallo Stato per pagare le guardie a gettone e che finora alla Molinette non è mai stati utilizzata. Obiettivo delle organizzazioni sindacali, dice ancora Ruiu è quello di estendere in un secondo momento l´incentivo anche agli infermieri e agli altri operatori sanitari: «E´ auspicabile che in un futuro il vantaggio economico coinvolga tutti».


Altri ospedali hanno deciso strade alternative come un pagamento a forfait o il reclutamento di medici esterni, che come nel caso della psichiatria dell´azienda To1 arrivano da Napoli per poche ore di lavoro. All´ospedale di Ciriè tempo fa trovare medici disponibili a fare il turno di guardia era impresa davvero ardua. Risultato? Chi diceva sì alle guardie notturne portava a casa 600 euro lordi a turno. Al Cto si retribuiscono a gettone i medici disponibili nei settori più critici. «Se non sarà modificato l´accesso alla facoltà di medicina la situazione della sanità italiana e piemontese, dove nei prossimi anni i pensionamenti saranno moltissimi, si ribalterà in pochi anni - dice il segretario regionale dell´Anaao Gabriele Gallone - il gettone diventerà la norma e con il tempo il mercato lo faranno i medici, come avviene in Inghilterra, dove si strapagano professionisti stranieri disposti ad andare a lavorare in zone scoperte».

29 agosto 2009

Guardie mediche, tagli eccessivi e non motivati

“Tagli eccessivi e scriteriati”. Dura la disamina dei medici di continuità assistenziale in merito al riassetto dei presìdi ex guardia medica sul territorio provinciale.
Il riassetto. A breve, com’è noto, il management dell’Asl varerà il nuovo schema. Una mappa della quale Il Sannio quotidiano ha già anticipato nell’edizione di domenica alcuni contenuti. E’ acclarato il numero complessivo dei presìdi che saranno 13 in luogo dei 25 fin qui assegnati al Sannio. Definita anche la distribuzione delle guardie mediche per ognuno dei sei Distretti sanitari esistenti in provincia. Il ‘Benevento 1’ avrà due presìdi, così come il distretto ‘Montesarchio’ e quello di ‘Morcone’. Tre strutture saranno individuate nei distretti ‘Benevento 2’ e ‘San Bartolomeo in Galdo’, mentre il distretto ‘Telese’ dovrebbe avere una guardia medica. Questa è la proposta già inviata dai vertici dell’Asl al sindaco del Comune di Benevento, Fausto Pepe, presidente della conferenza dei sindaci cui per legge spetta la facoltà di dare un parere, ancorchè non vincolante, sul riassetto. Se il confronto con i primi cittadini sanniti non dovesse arrivare in tempi ragionevoli, i vertici Asl procederanno autonomamente. La protesta dei medici. In attesa di conoscere il parere dei sindaci, sono gli operatori del settore a far sentire la propria voce con una dura presa di posizione nei confronti dei vertici Asl. “L’ormai prossimo “riassetto” - scrivono in una nota congiunta i medici di continuità assistenziale che operano sul territorio sannita – è un ulteriore passo del progressivo, strategico smantellamento di questo servizio cominciato da qualche anno. Nell’ottobre 2008 furono chiusi cinque presìdi con l’apparente giustificazione, a nostro avviso falsa, della inidoneità dei locali. Sarebbe interessante a tal proposito operare una verifica in tutte le sedi per scoprire quali sono quelle “a norma”. Il “riassetto” della continuità assistenziale è stato oggetto di una priorità e di un accanimento veramente “speciale” da parte dei vertici Asl, come se in quel milione di euro recuperato dall’operazione fossero concentrati tutti gli sprechi del bilancio aziendale. Abbiamo già denunciato una serie di questioni, dalla posizione antidialettica e antidemocratica del decisionismo aziendale, sorda a qualsiasi confronto con le parti tecniche e sociali, a considerazioni di risparmio offerte dal servizio, ai rischi per la popolazione e gli operatori, invitando la Asl a fornire un pubblico chiarimento. Ad esempio, va chiarito che il fondo di finanziamento del servizio di continuità assistenziale è scorporato dal bilancio Asl in quanto i LEA (livelli essenziali di assistenza) vengono finanziati a parte. Le Asl non possono attingere a questo fondo per appianare i loro bilanci. Per quanto riguarda il numero massimo di medici assegnato al Sannio, respingiamo ancora una volta la interpretazione dell’Asl che parla di 109 unità. La Legge regionale 1 / 2008 prevede parametri per i quali, anche nell’interpretazione più restrittiva, i medici da assegnare al Sannio sarebbero 143”. I medici contestano quindi i criteri in base ai quali sarà operata la scelta dei 13 presìdi superstiti: “I comuni sede di distretto non possono avere la continuità assistenziale, così come quelli sede di Saut (118) e quelli dove c’è un ospedale. E questo in barba anche alle ultime indicazioni ministeriali. In un progetto del servizio di continuità assistenziale 24 ore su 24, in un’ottica di risparmio, il ministero dava la possibilità di individuare un presidio di continuità assistenziale anche in una delle sedi Saut, anche se con mansioni e competenze autonome diverse. Dalle anticipazioni apprese attraverso Il Sannio quotidiano l’Asl opererebbe una deroga soltanto a beneficio del capoluogo”.
Infine un appello alla classe politica provinciale per attivarsi prima che si proceda con i tagli: “Tranne il sindaco di Benevento, Fausto Pepe, non abbiamo registrato nessuna reazione concertata. E’ troppo sperare che la Provincia faccia sentire la propria voce con un atto deliberativo forte? Noi operatori, al di fuori di tutto quello che attiveremo in termini di difesa della dignità del nostro lavoro, rilanciamo al giudizio dei cittadini la questione invitandoli a esprimere attraverso giornali, televisioni, comitati, email, il proprio parere, facendo anche un bilancio di trenta anni di questo servizio”.

30 luglio 2009

ADEGUAMENTO QUOTE ORARIE CONTINUITA' ASSISTENZIALE

Troverete a seguire il facsimile della comunicazione che ho inviato alle ASL della Regione Campania per l'adeguamento della quota oraria ed il calcolo degli arretrati. Pasquale Persico

AL DIRETTORE GENERALE DELLA ASL
AL DIRETTORE AMMINISTRATIVO ASL




Prot.......... /SEGR.REG /2009
LORO SEDI

Oggetto: Richiesta adeguamento quote orarie Continuità Assistenziale
La scrivente OO.SS,
Premesso che la Conferenza Stato Regioni in data 29 luglio 2009, ha approvato l’intesa sull’ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale – quadriennio normativo 2006-2009, biennio economico 2006-2007.
Chiede pertanto alle S.V. l’immediato adeguamento della quota oraria (art.72 comma 1 ACN) relativa ai Medici di Continuità Assistenziale e l’avvio delle procedure di calcolo e liquidazione degli arretrati.
Si chiede inoltre il nominativo del/dei responsabili del procedimento e si assegna altresì il termine di 30 giorni dalla ricezione della presente ai sensi della legge 241/90 e successive modificazioni.
In attesa di riscontro, si porgono distinti saluti.
………….., 30 luglio 2009

Il Segretario Regionale Settore
Continuità Assistenziale

Entra in vigore l'ACN

la Conferenza Stato Regioni convocata, ieri mercoledì 29 luglio 2009, alle ore 15.30 presso la Sala riunioni del I piano di Via della Stamperia, n. 8, in Roma, ha approvato le intese contrattuali proposte per la medicina del territorio ovvero:
1) Intesa sull’ipotesi di accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale – quadriennio normativo 2006-2009, biennio economico 2006-2007. Codice sito 4.10/2009/66A
Intesa ai sensi dell’articolo 5 dell’Accordo Stato – Regioni, rep. n. 1805 del 24 luglio 2003.
2) Intesa sull’ipotesi di accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici pediatri di libera scelta – quadriennio normativo 2006-2009, biennio economico 2006-2007. Codice sito 4.10/2009/66B
Intesa ai sensi dell’articolo 5 dell’Accordo Stato – Regioni, rep. n. 1805 del 24 luglio 2003.
3) Intesa sull’ipotesi di accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici specialisti ambulatoriali interni, medici veterinari ed altre professionalità sanitarie (biologi, chimici e psicologi) – quadriennio normativo 2006-2009, biennio economico 2006-2007. Codice sito 4.10/2009/66C
Intesa ai sensi dell’articolo 5 dell’Accordo Stato – Regioni, rep. n. 1805 del 24 luglio 2003.
Si conclude l'iter rappresentato con informative precedenti adesso tutti i livelli locali devono attivarsi per il più rapido adeguamento delle stipendialità e per il riconoscimento degli arretrati come da accordo. Si ricorda che l'ACN e immediatamente vigente e non occorrono ne la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale ne prese d'atto delle regioni per dargli efficacia. La pubblicazione sulla Gazzetta ci sarà ma solo a scopo informativo come già più volte chiarito.
Vorrei stimolare tutti a comunicare sul blog i provvedimenti di adeguamento e di versamento degli arretrati ed eventuali difficoltà allo scopo di un monitoraggio efficace che permetta anche interventi qualora necessari.
Buon Lavoro
Silvestro Scotti

26 luglio 2009

Aggiornamento delle indicazioni relative all’impiego dei farmaci antivirali per l’influenza da virus influenzale A(H1N1)v.

Ricevo per la pubblicazione dal dr. Aldo Tiberi Segretario Regionale f.f. Marche per FIMMG Continuità Assistenziale la nota di aggiornamento delle indicazioni relative all’impiego dei farmaci antivirali per l’influenza da virus influenzale A(H1N1)v, diffusa agli Assessorati dal Ministero. Ritengo che tale problematica dovrà determinare al più presto una presa di posizione delle rappresentanze delle Cure primarie ad una diffusione capillare delle informazioni in proposito vista il coinvolgimento certo delle stesse Cure primarie in tutte le dinamiche assistenziali che riguarderanno una possibile pandemia.
Silvestro Scotti
Ministero del Lavoro, della Salute
e delle Politiche Sociali
DIPARTIMENTO DELLA PREVENZIONE E DELLA COMUNICAZIONE
DIREZIONE GENERALE DELLA PREVENZIONE SANITARIA
SETTORE SALUTE
UFFICIO V - MALATTIE INFETTIVE E PROFILASSI INTERNAZIONALE

Roma, 22 luglio 2009
T E L E F A X
A Prot.DGPREV.V/P/33297/I.4.c.a.9 Roma, luglio 2009
T E L E F A X
A \
ASSESSORATI ALLA SANITA' REGIONI e, per conoscenza
STATUTO ORDINARIO E SPECIALE UFFICI DI SANITA’ MARITTIMA, AEREA
LORO SEDI E DI FRONTIERA
LORO SEDI
ASSESSORATI ALLA SANITA' PROVINCE
AUTONOME TRENTO E BOLZANO ALL’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA’
LORO SEDI ROMA




OGGETTO: Aggiornamento delle indicazioni relative all’impiego dei farmaci antivirali per l’influenza da virus influenzale A(H1N1)v.


Premessa
La attuale situazione epidemiologica della nuova influenza da virus A(H1N1)v la caratterizza a tutti gli effetti, fin dalla seconda metà dello scorso mese di giugno, come pandemia. Sono infatti sempre più numerose le aree del globo in cui si verifica trasmissione sostenuta di comunità, ed il numero di casi segnalati all’OMS ha superato fin dai primi giorni di luglio le 100.000 unità.
La diffusione senza precedenti della infezione da virus A(H1N1)v, favorita dai viaggi e scambi internazionali, che nell’arco di poco più di sei settimane ha raggiunto le dimensioni che in precedenti pandemie si erano avute nell’arco di 6 mesi, ha portato all’attuazione di diverse modalità di sorveglianza e richiede anche un diverso approccio nelle modalità di prevenzione e controllo dell’influenza, nonché nell’impiego dei farmaci antivirali.

Indicazioni per il trattamento e la profilassi dell’influenza A(H1N1)v
E’ necessaria la razionalizzazione delle risorse disponibili di antivirali, per non essere impreparati nel caso in cui si dovesse andare incontro ad un improvviso incremento dei contagi o ad un aumento dei casi di infezione grave e, quindi, ad una aumentata richiesta di farmaci per il loro trattamento.
Benché sia prevista la disponibilità, entro il prossimo autunno, di un vaccino attivo contro l’attuale ceppo A(H1N1)v, esso non avrà efficacia del 100%, né sarà disponibile in dosi sufficienti a coprire tutte le necessità. Pertanto, almeno nell’immediato futuro, i farmaci antivirali rivestiranno un ruolo fondamentale nel trattamento delle infezioni e nella profilassi dei soggetti esposti. Va inoltre considerato che i soggetti che presentano controindicazioni alla vaccinazione antinfluenzale non potranno comunque giovarsene.
Nel corso dello sviluppo della attuale pandemia, un uso improprio di tali farmaci potrebbe comportare il consumo delle scorte disponibili e indurre resistenze nei ceppi virali.
Infatti, benché al momento il virus A(H1N1)v non sembri mostrare, almeno in Europa, una maggiore virulenza rispetto ai comuni ceppi stagionali (ECDC), è necessario ricordare che anche nel corso di precedenti pandemie ad una prima ondata di entità modesta ne sono seguite altre di intensità crescente.


Generalità
La maggior parte dei pazienti con influenza non complicata, specialmente adolescenti e giovani adulti, possono essere trattati in modo sintomatico e non necessitano di interventi specifici.
Mentre, nei soggetti anziani (>65 anni) il trattamento con farmaci antivirali può rappresentare una buona opzione.
Il trattamento farmacologico dovrebbe essere considerato specialmente nei soggetti con un elevato rischio di sviluppare complicanze gravi in corso di infezione o con un quadro clinico grave.
Al momento attuale il virus A(H1N1)v risulta resistente ai farmaci amantadani (amantadina e rimantadina) e sensibile agli inibitori delle neuraminidasi (oseltamivir e zanamivir), salvo pochissimi casi descritti.

Indicazioni per il trattamento dei casi sospetti, probabili e confermati
Le raccomandazioni prodotte dal CDC di Atlanta e dall’ECDC di Stoccolma hanno indicato il corretto utilizzo di agenti antivirali per il trattamento e la profilassi dell’infezione da A(H1N1)v al fine di ottimizzare la gestione delle risorse disponibili.
Per il trattamento dell’infezione da virus A (H1N1)v sono attualmente indicati sia oseltamivir che zanamivir. Naturalmente, tali indicazioni possono modificarsi nel tempo, in base all’acquisizione di nuovi dati ed evidenze.
Il ‘giudizio clinico’ è un fattore importante nella decisione di trattare o meno un paziente. A questo proposito, va sottolineato che, nella maggior parte dei casi, l’influenza da virus A (H1N1)v si comporta come una malattia respiratoria acuta auto-limitante. Il trattamento antivirale può apportare pertanto un beneficio modesto nelle persone che non siano a rischio di complicanze.



Da quanto esposto ne consegue che persone con sospetta influenza A (H1N1)v che presentino una malattia febbrile non complicata non richiedono il trattamento, a meno che non siano a rischio di sviluppare complicanze che rendano grave il quadro clinico.

Il trattamento con antivirali è fortemente raccomandato nei casi sospetti, probabili o confermati di influenza A(H1N1)v, che presentino i seguenti indicatori di gravità:
- ipossia (anche con radiografia del torace negativa),
- shock ipotensivo,
- alterazione del sensorio.

Il trattamento con antivirali è raccomandato nei casi sospetti, probabili o confermati di influenza A(H1N1)v, in persone che abbiano le seguenti condizioni che possono facilitare lo sviluppo di complicanze:
- gravidanza o donne in allattamento,
- asma in trattamento,
- obesi con Indice di Massa corporea (BMI - body mass index) superiore a 30.

Per quanto riguarda l’uso dei farmaci antivirali in gravidanza, è raccomandato l’uso degli antivirali sia per il trattamento che per la profilassi delle donne gravide, dal momento che non c’è evidenza di teratogenicità di tali farmaci sul feto.
Anche per le donne in allattamento è raccomandato l’uso degli antivirali sia per il trattamento che per la profilassi. Non è necessario modificare le dosi né è necessario sospendere l’allattamento, poiché i vantaggi dati dal latte materno per il lattante, dal punto di vista immunitario, sono maggiori dei rischi di tossicità di tali farmaci, peraltro assolutamente trascurabili.

L’uso degli antivirali deve essere considerato nei casi sospetti, probabili o confermati di influenza A(H1N1)v, che rientrano nelle categorie a rischio per lo sviluppo di complicanze:
A. bambini di età inferiore a 2 anni;
B. persone affette da malattie croniche polmonari, cardiovascolari (esclusa l’ipertensione), renali, epatiche, ematologiche, neurologiche, neuromuscolari, diabete ed altri disordini metabolici, infezione da HIV ed immunodepressi per cause naturali o iatrogene.
Se un paziente non è ospedalizzato e/o non è a rischio elevato di complicanze, la decisione circa il trattamento va assunta in base al giudizio clinico.
Una volta presa la decisione, il trattamento deve essere iniziato il più presto possibile dopo la comparsa dei sintomi e portato a termine a meno della comparsa di eventi avversi: la durata del trattamento terapeutico è di 5 giorni.
I dosaggi consigliati per il trattamento e la profilassi con farmaci antivirali sono riportati in Tabella 1 e 2.

Indicazioni per la profilassi dei contatti
Per la eventuale profilassi dell’infezione da A(H1N1)v possono essere utilizzati indifferentemente sia l’oseltamivir che lo zanamivir.

La durata del trattamento profilattico è di 10 giorni dall’ultima esposizione.
La profilassi è raccomandata per i seguenti soggetti:
• contatti stretti dei casi probabili o confermati che rientrano nelle categorie a rischio per lo sviluppo di complicanze in corso di influenza (come riportato per le indicazioni di trattamento), se la situazione clinica dovesse presentare un sensibile aggravamento ad esempio una virulenza superiore a quella sviluppata dai virus influenzali stagionali;

La profilassi può essere considerata, almeno nell’attuale fase dell’epidemia, per i seguenti soggetti:
• bambini che frequentano la scuola o centri diurni che siano ad alto rischio di sviluppare complicanze in corso di infezione da virus influenzali e che abbiano avuto un contatto stretto (faccia-a-faccia) con un caso sospetto, probabile o confermato;

La profilassi può essere presa in considerazione sulla base di un’appropriata valutazione del rischio per gli operatori sanitari che abbiano riportato un’esposizione a materiale contenente virus A/H1N1 potenzialmente infettante oppure a pazienti (casi sospetti, probabili o confermati) e che non abbiano osservato le precauzioni standard e di igiene respiratoria, né utilizzato in modo adeguato i dispositivi di protezione individuale. Pertanto, si sottolinea per tali categorie, l’importanza all’utilizzo adeguato dei dispositivi di protezione individuale anche in presenza di casi sospetti già nella fase di triage dei pazienti.


Il Direttore dell’Ufficio V
Dr.ssa Maria Grazia Pompa

f.to IL DIRETTORE GENERALE
Dr. Fabrizio Oleari
Allegato


Tabella 1. Trattamento e chemioprofilassi del virus dell’influenza A (H1N1)v: dosi raccomandate.

Farmaco/
/indicazioni per gruppo Trattamento Chemioprofilassi
Oseltamivir
Adulti 75-mg x 2/dì per 5 dì 75-mg al dì
Bambini
≥ 12 mesi ≤15 kg 60 mg/dì divisi in 2 dosi 30 mg/dì
16-23 kg 90 mg/dì divisi in 2 dosi 45 mg/dì
24-40 kg 120 mg/dì divisi in 2 dosi 60 mg/dì
>40 kg 150 mg/dì divisi in 2 dosi 75 mg/dì
Zanamivir
Adulti 2 inalazioni da 5-mg (10 mg in totale) 2 volte al dì 2 inalazioni da 5-mg (10 mg in totale)/dì
Bambini 2 inalazioni da 5-mg (10 mg in totale) 2 volte al dì (età ≥7 anni) 2 inalazioni da 5-mg (10 mg in totale)/dì (età ≥5 anni)

N.B. Per il trattamento delle donne gravide, l’oseltamivir sarebbe preferito a causa della sua attività sistemica, mentre per la chemioprofilassi la scelta è meno chiara. Lo zanamivir potrebbe essere preferito per il limitato assorbimento sistemico, ma le complicanze respiratorie associate alla modalità inalatoria di somministrazione dovrebbero essere considerate specie nelle donne a rischio di problemi respiratori.



Tabella 2. Trattamento e chemioprofilassi del virus dell’influenza A (H1N1)v: dosi raccomandate per soggetti di età inferiore ad un anno

Età Oseltamivir: Dose raccomandata per il trattamento, per 5 dì Oseltamivir: Dose raccomandata per la profilassi, per 10 dì
<3 mesi 12 mg 2 volte al dì Non raccomandata a meno che la situazione non sia giudicata critica, a causa di dati limitati in questo gruppo
3-5 mesi 20 mg 2 volte al dì 20 mg una volta al dì
6-11 mesi 25 mg 2 volte al dì 25 mg una volta al dì