15 giugno 2012

Cartella Clinica di Rete ATLASMedica


 Cartella Clinica di rete ATLASMedica 


Si tratta del primo software dedicato anche alla Continuità Assistenziale che permette al MCA di poter accedere ai dati dei pazienti da qualsiasi punto d'accesso ad internet (Notebook, Netbook, palmare, tablet con connessioni WIFI, 3G, UMTS).
Il medico di Assistenza Primaria che utilizza ATLAS può condividere i propri archivi coi colleghi della CA competente per territorio e quindi permettere al Collega MCA di avere a disposizione la cartella clinica del paziente.
Il tutto in modo semplice e protetto.


 COSA FA LA CARTELLA  
  1. Gestione della medicina di rete tra gestionali diversi con integrata:
    • invio Certificati INPS con sistema TS,
    • funzione di medicina di rete (MAP, CA) con possibilità di gestire integralmente la cartella clinica (terapie, accertamenti, certificazioni)


 VISUALIZZARE ED UTILIZZARE LA CARTELLA 

Per visualizzare la nuova cartella di rete è sufficiente registrarsi e quindi entrare con le vostre credenziali Atlas all'indirizzo:

NB: al primo accesso l'operazione potrebbe durare qualche minuto in quanto il sistema deve  inizializzare la cartella.

Le funzionalità sono descritte nella guida consultabile cliccando qui oppure scaricabile in formato pdf dal menu' Help della cartella clinica di rete AtlasMedica



 INVIO CERTIFICATI MALATTIA INPS 

Se utilizzate la Cartella AtlasMedica anche per l'invio dei certificati, alla scadenza della password INPS, questa  cambia in automatico senza bisogno di fare altre procedure, quindi se vi appare il certificato rosso con scritto Password INPS scaduta , non dovrete fare altro che riprovare ad inviarlo.


 ASSISTENZA TECNICA E RISOLUZIONE DEI PROBLEMI 

Per assistenza tecnica seguire questi passi (OBBLIGATORIO):
  • 1. Leggere la guida disponibile nel menu della Cartella AtlasMedica alla voce Help-Guida.pdf o da questo link
Se questo non risolve il problema passare al punto successivo
  • 2. Se il problema non è bloccante ma è semplicemente una richiesta di miglioria, inviare una email a info@atlasmedica.it e i tecnici risponderanno nel minor tempo possibile.
Se questo non risolve il problema passare al punto successivo
  • 3. Se utilizzatori di skype  aggiungete il contatto  "assistenzahelp" e potrete chattare con un nostro operatore. In alternativa inviate una mail a info@atlasmedica.it spiegando il problema e indicando un recapito telefonico.
Se questo non risolve il problema passare al punto successivo
  • 4. Chiamare l'assistenza al numero di Cellulare 320 14 52 133 un tecnico vi risponderà nel più breve tempo possibile.



 COME UTILIZZARE LA CARTELLA

NB: Per utilizzare correttamente la Cartella ATLASMedica è necessario scaricare da qui Mozilla Firefox oppure da qui Google Chrome.


  • Utilizzo come Cartella di rete ed invio certificati INPS: effettuare la sincronizzazione con il proprio gestionale a discrezione. I colleghi in rete potranno avere accesso ai dati solo se sincronizzati. La Cartella ATLASMedica non legge e non scrive in alcun modo all'interno dei gestionali.

 LIMITAZIONE DI UTILIZZO CARTELLA 

La Cartella ATLASMedica può essere utilizzata senza limitazioni per 15 giorni.
Per ottenere lo sblocco alla piena funzionalità contattare ATLASMedica inviando una mail a  info@atlasmedica.it

26 maggio 2012

Mozione Consiglio Nazionale Elettivo 25 e 26 maggio 2012




Il Consiglio Nazionale Straordinario Elettivo - Settore Continuità Assistenziale della FIMMG riunito in Roma nelle giornate del 25 e 26 maggio 2012
UDITA
la relazione del Segretario Nazionale di Settore dott. Silvestro Scotti,                                                              
CONFERMA
prioritariamente e all'unanimità, la fiducia alla linea politica del Segretario Nazionale  e dell'Esecutivo Nazionale di Settore confermandolo fino al Congresso Elettivo Ordinario del 2014, tecnicamente prendendo atto del parere, a sostegno della legittimità statutaria di tale scelta, inviato dal Presidente FIMMG, dott. Stefano Zingoni, in merito alla scadenza naturale dell'Esecutivo Nazionale di Settore.

Il Consiglio Nazionale di Settore della Continuità Assistenziale, in merito all’iniziativa “100 giorni di lotta” proclamati dalla Fimmg Formazione,
ESPRIME
solidarietà ai medici che frequentano il Corso di  formazione specifica in medicina generale e nel fare proprie le motivazioni di lotta indetta dal comparto della Formazione
IMPEGNA
Il Segretario Nazionale di Settore a rivendicare "la formazione specifica in Medicina Generale" come momento qualificante della professione di Medico di Medicina Generale e, nel confermare pieno appoggio e sostegno all'iniziativa, ritiene non più procrastinabile la realizzazione di un innovativo "progetto" di  formazione specifica in medicina generale  che qualifichi professionalmente ed economicamente  i medici in formazione in medicina generale. In tale quadro s’inserisce come primo obiettivo la detassazione e la riqualificazione economica della borsa di studio per il Corso di Formazione in Medicina Generale.
Il Consiglio Nazionale di Settore dopo aver ascoltato le problematiche del Settore nei vari ambiti locali che spostano o tentano di spostare in molti casi le attività dei medici di Continuità Assistenziale verso il sistema dell'urgenza - emergenza, nel riaffermare il ruolo del sistema nella gestione dell'indifferibilità riferita alle attività proprie delle cure primarie e non di emergenza
RITIENE
fondamentale lo sviluppo di innovativi sistemi informativi per la gestione ed erogazione di tale livello assistenziale consentendo lo sviluppo del processo di appropriatezza e di "misurazione". Tutto ciò appare essenziale e necessario per rilanciare una scelta vocazionale rispetto ad una funzione indispensabile nella cure primarie portando ad un confronto sereno soprattutto nella fase di transizione dell'evoluzione verso il ruolo unico nel merito dei ruoli, delle funzioni e delle responsabilità.
Il Consiglio Nazionale di Settore
GIUDICA
Positivamente, la bozza di riordino del Sistema Continuità Assistenziale presentata dal Esecutivo Nazionale di Settore, considerando strategico per il futuro professionale dei Medici di Continuità Assistenziale proseguire e completare il processo di differenziazione funzionale dal sistema Urgenza - Emergenza iniziato con l'ACN del 2005. 
Nel riconoscere tra l'altro l'attuale criticità del momento politico economico per il sistema a cui si affiancano la riduzione dell'offerta degli operatori, la riconversione della rete ospedaliera, la limitazione delle risorse disponibili, i piani di rientro regionali, il Consiglio Nazionale di Settore
RITIENE
Improrogabile, la definizione di un innovativo modello organizzativo e funzionale del Sistema Continuità Assistenziale, attraverso il proprio coinvolgimento nella realizzazione di esperienze di medicina di iniziativa, partecipando alle tappe del cambiamento per la realizzazione condivisa dei progetti e dei modelli organizzativi necessari alla evoluzione attraverso accesso e ruolo unico di tutta la medicina generale.
Roma 26 maggio 2012
Letto, approvato  all’unanimità



16 aprile 2012

Ridisegnate 'cure primarie', assistenza integrata e su misura

Roma, 13 apr. (Adnkronos Salute) - Nascono le nuove 'cure primarie' che puntano, in particolare, sull'assistenza integrata (ospedale-territorio), 'su misura', ovvero modulata su una offerta di diversa intensità a secondo le esigenze del paziente, sul lavoro in squadra dei medici e su una maggiore appropriatezza delle cure. A ridisegnare l'assistenza territoriale il documento comune tra sindacati e ministero della Salute che oggi hanno chiuso il tavolo tecnico dedicato al riordino del settore e all'integrazione ospedale-territorio.

"Il documento comune, che ha chiuso i lavori, recepisce le proposte dei diversi sindacati e associazioni di categoria riuniti al tavolo e ne rappresenta una sintesi", spiega Silvestro Scotti, vice segretario nazionale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg ) che ha partecipato all'incontro di oggi e che si dichiara soddisfatto per i risultati raggiunti per la modifica dell'articolo 8 della legge 502 ( che norma appunto l'assistenza territoriale). "Sono stati recepiti - spiega Scotti all'Adnkronos Salute - alcuni capisaldi che noi abbiamo sostenuto. Come il ruolo unico e l'accesso unico del medico all'area convenzionata della medicina generale e la modulazione del compenso con l'individuazione delle quote (e dei meccanismi di finanziamento) della prestazione professionale rispetto agli altri fattori di 'produzione' (personale di studio, attrezzature, spese)".

In generale il documento indica alcuni obiettivi da perseguire: presa in carico del paziente modulata su livelli di intensità assistenziale attraverso l'integrazione delle figure professionali; appropriatezza delle cure; riorganizzazione dell'assistenza territoriale, con l'incentivazione di forme evolute di aggregazione dei professionisti; promozione della sanità d'iniziativa, ovvero della proposta attiva delle cure.

Queste tutte le indicazioni del documento: 1) Ruolo unico ed accesso unico per tutti i professionisti medici nell'ambito della propria area convenzionale (medicina generale, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali) per far fronte alle esigenze di continuità assistenziale, di organizzazione e gestione, di prestazioni strumentali, di coordinamento informativo, di specifiche competenze cliniche richieste.

2) Integrazione mono-professionale e multi-professionale per favorire l'integrazione ed il coordinamento operativo tra i medici di medicina generale in tutte le loro funzioni, i pediatri di libera scelta, gli specialisti ambulatoriali, anche attraverso la costituzione di aggregazioni funzionali territoriali (Aft) e Unita' complesse cure primarie (Uccp), nonché valorizzare l'integrazione tra i medici convenzionati ed i medici dipendenti, attraverso l'istituzionalizzazione di tavoli aziendali e regionali, facilitando l'intero percorso di cura del paziente.

3) Ristrutturazione del compenso prevedendo una distinzione delle fonti e dei meccanismi di finanziamento destinati alla remunerazione dell'attività professionale (prevalentemente definite e quantificate a livello nazionale) da quelle necessarie ad acquisire i fattori di produzione (attrezzature, personale, spese di gestione, spese automezzo, ecc.).

4). Sviluppo dell'ICT (Information and Communication Tecnology) che rappresenta uno strumento irrinunciabile sia per l'aggregazione funzionale sia per l'integrazione delle cure territoriali e ospedaliere ai fini di servizio, gestionali e di governo clinico.

5) Riorganizzazione del sistema di emergenza ed urgenza per garantire una continuità tra ospedale e territorio, evidenziando la necessità del passaggio alla dipendenza dei medici di emergenza sanitaria o comunque l'esigenza di una univocità di ruolo giuridico e contrattuale dei medici operanti nei servizi di emergenza.

6) Definire i percorsi formativi in maniera funzionale ai ruoli operativi specifici nell'ambito dell'integrazione professionale senza determinare sovrapposizioni, concorrenzialità o utilizzo in funzioni improprie. Rimodulare il percorso formativo per facilitare l'inserimento nel mondo del lavoro dei giovani medici, completando lo stesso nelle strutture sanitarie ospedaliere e territoriali, comprese le forme organizzative evolute della medicina generale e della pediatria di famiglia, ad integrazione e perfezionamento del percorso universitario. Favorire lo sviluppo dei percorsi assistenziali ospedale-territorio per garantire la formazione continua dei medici anche attraverso processi formativi integrati che prevedono la partecipazione dei medici dipendenti e dei medici convenzionati

Salvatore Ghiggi

13 aprile 2012

Cgil fuori dalla storia e dal tempo

La polemica che alcuni esponenti della CGIL tentano di portare avanti ha ormai superato i limiti del risibile ed è la prova più eclatante della loro totale mancanza di conoscenza del sistema della Continuità Assistenziale.

Evidentemente fermi a vecchi stereotipi del passato, non hanno conoscenza di alcuni particolari di non scarso rilievo che riguardano l’area che dichiarano di voler difendere e rappresentare.

Come già da qualche anno testimoniano i dati ENPAM, il 50% dei medici di continuità assistenziale attualmente in servizio è già medico di medicina generale.

Questa quota si incrementa di circa il 5% ogni anno mentre si riduce, da parte di questi medici con doppio incarico, il tasso di abbandono del servizio di guardia medica.

Quest’ultimo dato testimonia un maggiore interesse di questi colleghi al mantenimento dell’incarico di guardia medica più che alla proiezione verso l’assistenza primaria.

I motivi di questa scelta sono oggetto di studio e sembrano legati essenzialmente ad aspetti vocazionali, economici, alla difficoltà di concorrenza sulle scelte in aree già stabilizzate, alla riduzione dell’attrattiva del ruolo del medico di famiglia oberato da carichi burocratici e di responsabilità amministrativa più che da compiti clinici.

FIMMG Continuità Assistenziale sta monitorando le caratteristiche dei medici operanti in Guardia Medica ormai da anni.

Dai dati in nostro possesso appare chiaro che attualmente il servizio è gestito al 15% con incarichi provvisori determinati dalla riduzione dei medici e dai tempi di attesa che si realizzano tra l’inserimento in graduatoria e l’attribuzione dell’incarico definitivo.

Dall’abolizione della guardia medica tali medici ricaverebbero solo la perdita del posto di lavoro per quanto provvisorio.

Esiste poi un altro 10 % che, sulla base di specifici accordi regionali, detiene già incarichi con completamento orario a 38 ore settimanali.

Questi medici sembrano poco interessati a una evoluzione nell’area della medicina generale che li porterebbe alla battaglia per la concorrenza sulle scelte e che ne ridurrebbe immediatamente la redditualità oltre a non garantire in prospettiva appropriatezza di cure.

Un ulteriore 15% è rappresentato da medici che affiancano all’attività di continuità assistenziale attività libero professionale o compatibile, grazie dal possesso di una specializzazione; questi ultimi avendo stabilizzato il loro reddito complessivo nell’ambito di queste due attività, una pubblica e l’altra privata, non intendono variare il loro stato e appaiono i più refrattari al cambiamento.

In conclusione appare chiaro che nell’arco di pochi anni il restante 10 % si troverà nella condizione di poter ottenere l’accesso alle funzioni di medico di medicina generale e che, pertanto il sistema risolverà da solo quanto la CGIL tenta di risolvere in maniera declaratoria senza analisi di contesto e evidentemente parlando di cose che non conosce oppure, alla luce dei documenti sul ruolo nelle cure primarie di professionisti non medici in discussioni sui tavoli Regioni Ministero, ha già in mente di assegnare tali funzioni a qualcun altro.


25 marzo 2012

Approvata la riforma delle pensioni Enpam


La Fondazione Enpam ha approvato la riforma delle pensioni che garantisce una sostenibilità a oltre 50 annidel suo sistema previdenziale. La cassa dei medici e degli odontoiatri è il primo ente previdenziale privatizzato a mettersi in regola con i nuovi requisiti introdotti dal decreto Salva Italia. La riforma verrà consegnata ai ministeri vigilanti che dovranno esprimere il loro nulla osta.

“Siamo orgogliosi del senso di responsabilità della nostra categoria, che ha concluso in autonomia questo percorso di riforma per rispettare i nuovi requisiti di sostenibilità di lungo periodo – ha dichiarato il vicepresidente vicario della Fondazione Enpam Alberto Oliveti -. La riforma garantisce adeguatezza delle prestazioni e l’equità nei confronti delle generazioni che verranno. Ci proponiamo adesso ai ministeri, convinti che sapranno riconoscere la bontà del lavoro fatto. Grazie a tutti coloro che hanno contribuito a questo risultato”.

Questi i criteri seguiti negli interventi di riordino approvati:

  • il rispetto del pro rata: la parte di pensione maturata fino al 31/12/2012 verrà calcolata con i vecchi criteri; non verrà toccato quanto assegnato prima del 2013 (contributi ordinari, aliquota modulare, riscatti della laurea, allineamento, etc);
  • la valutazione della tenuta del sistema su un unico bilancio tecnico della Fondazione. Si è tenuto conto del saldo corrente (che include anche i proventi del patrimonio).

Per i fondi maggiori il metodo di calcolo della pensione resta il contributivo indiretto Enpam; un sistema che considera “un periodo di riferimento per il computo del reddito pensionabile pari all’intera vita lavorativa, sempre nella previsione di aliquote di rendimento che garantiscano l’equità attuariale e la sostenibilità finanziaria del sistema” (cit. Elsa Fornero). Un secondo vantaggio è che la rivalutazione è agganciata all’inflazione (che notoriamente è sempre in crescita) invece che al PIL, che può avere anche un andamento prossimo allo zero (come accaduto nel 2011) o addirittura negativo (come previsto per il 2012).

La riforma è anche caratterizzata da un percorso di omogeneizzazione del regime previdenziale delle gestioni.

MODIFICHE COMUNI A TUTTE LE GESTIONI


Pensione di vecchiaia

Innalzamento graduale dell’età per la pensione di vecchiaia dagli attuali 65 anni fino a 68 anni (dal 2018)

Fino al 31.12.2012

2013

2014

2015

2016

2017

Dal 2018 in poi

65 anni

65 anni e

6 mesi

66 anni

66 anni e

6 mesi

67 anni

67 anni e

6 mesi

68 anni


Pensione anticipata

Resta possibile andare in pensione anticipata, anche se, come richiesto dal Ministro Fornero, l’età minima aumenterà fino a 62 anni (dal 2018).

Fino al 31.12.2012

2013

2014

2015

2016

2017

Dal 2018 in poi

58 anni con applicazione finestre

59 anni e

6 mesi

60 anni


60 anni e

6 mesi

61 anni


61 anni e

6 mesi

62 anni


Chi sceglierà il pensionamento anticipato avrà una riduzione rispetto alla pensione ordinaria perché percepirà l’assegno per un numero maggiore di anni.

Oltre che il requisito dell’età minima sarà necessario maturare un’anzianità contributiva di 35 anni e un’anzianità di laurea di 30 anni; oppure, senza il requisito dell’età minima, si potrà andare in pensione anticipata con un’anzianità contributiva di 42 anni e un’anzianità di laurea di 30 anni.


Contributi

L’aliquota contributiva resta per tutti la stessa fino al 2014. Si prevede un aumento graduale dal 2015, quando cioè verranno sbloccate le convenzioni.
(Valido per i fondi che rimangono al contributivo indiretto)


Premio per chi rimane

Chi resterà a lavoro più a lungo continuerà ad essere premiato: i contributi versati dopo il compimento dell’età per la pensione di vecchiaia varranno il 20% in più.
(Valido per i fondi che rimangono al contributivo indiretto)


Misure a favore dei giovani

Per le giovani generazioni sono previste misure migliorative. Gli iscritti con età inferiore ai 50 anni potranno contare, a partire dal 1° gennaio 2013, su un tasso di rivalutazione dei contributi versati al 100%dell’inflazione, per tutti gli altri invece il tasso è pari al 75%.

La flessibilità del sistema Enpam consentirà anche la possibilità di aumentare l’aliquota di prestazione (o aliquota di rendimento) sulla base dell’avanzo economico che risulterà dai prossimi bilanci tecnici. L’incremento dell’aliquotafarà crescere l’importo della rendita mensile della pensione.
(Valido per i fondi che rimangono al contributivo indiretto)


CONTRIBUTIVO INDIRETTO A VALORIZZAZIONE IMMEDIATA


L’Enpam finora aveva definito il suo sistema come retributivo reddituale; nella realtà si tratta di un vero e proprio metodo contributivo perché le pensioni sono legate ai contributi versati lungo l’arco dell’intera vita lavorativa, con l’uso di un’aliquota di prestazione (o aliquota di rendimento) che la Fondazione stabilisce sulla base di tecniche attuariali.

Il metodo Enpam viene definito contributivo indiretto perché, ai fini del calcolo, la prestazione viene determinata in base ai compensi rivalutati (comunque sempre ricostruiti a partire dalla contribuzione versata).

E’ un meccanismo a valorizzazione immediata perché consente di assegnare subito ai contributi pagati un valore certo, che sarà riscosso al momento del pensionamento.

Questo metodo rimane per i fondi della Medicina generale, degli Specialisti ambulatoriali e della Libera professione che in totale rappresentano oltre l’80% delle entrate contributive dell’Enpam.


MODIFICHE SPECIFICHE


Fondo dei medici di medicina generale
(68.670 iscritti attivi; 53% delle entrate contributive Enpam)


L’aliquota contributiva
rimane al 16,5%, per i medici di medicina generale, e al 15%, per i pediatri, fino al 31 dicembre 2014. Nel 2015 l’aliquota passerà al 17% per i medici e al 16% per i pediatri. Dal 2016 è previsto un aumento graduale dell’1% all’anno fino a un massimo del 26% (nel 2024; per i pediatri nel 2025). I contributi versati dal 1° gennaio 2013 verranno trasformati in rendita mensile con un’aliquota di prestazione (o di rendimento) dell’1,4%. Per i pediatri quest’aliquota verrà calcolata in proporzione all’aliquota di contribuzione fino a raggiungere l’1,4% dal 2025 in poi.

Resta in vigore il metodo di calcolo dell’Enpam, il contributivo indiretto.


Fondo degli specialisti ambulatoriali
(17.720 iscritti attivi; 14% delle entrate contributive Enpam)

Dal 1° gennaio 2013 anche per gli Specialisti ambulatoriali sarà più semplice calcolare la pensione. La parte di prestazione maturata a partire da questa data, infatti, verrà determinata con lo stesso metodo (contributivo indiretto) già impiegato per il fondo della medicina generale.

L’aliquota contributiva resterà al 24% fino al 2014. A partire dal 1° gennaio 2015 ci sarà un aumento graduale di un punto percentuale all’anno fino ad allinearsi all’aliquota media dei dipendenti che è del 32,65% (nel 2023). L’aliquota di prestazione (o rendimento) rimane il 2,25% all’anno (per gli iscritti con contratto di dipendenza sarà del 2,30%).

Dal 1° gennaio 2013 gli iscritti che hanno scelto il contratto di dipendenza potranno andare in pensione con gli stessi requisiti che sono validi per gli iscritti convenzionati.


Liberi professionisti (Quota B del Fondo generale)
(151.948 iscritti attivi; 15% delle entrate contributive Enpam)

L’aliquota contributiva resta il 12,5% fino al 2014. Dal 1° gennaio 2015 ci sarà un aumento graduale dell’1% all’anno fino a un massimo del 19,5% (nel 2021). I contributi versati dal 1° gennaio 2013 verranno trasformati in rendita mensile con un’aliquota di prestazione (o rendimento) dell’1,25%. È previsto anche un aumento del tetto di reddito entro il quale si pagano i contributi ordinari: nel 2013 sarà di 70.000 euro, nel 2014 sarà di 85.000 euro, fino ad agganciarsi, dal 2015 in poi, al massimale stabilito dalla legge per l’Inps.

Il metodo di calcolo della pensione resta il contributivo indiretto Enpam.


Specialisti esterni
(6.629 iscritti attivi; 0,8% delle entrate contributive Enpam)

La pensione verrà calcolata in base al contributivo definito dalla legge 335/95.

La parte di pensione maturata fino al 31 dicembre 2012 dagli specialisti convenzionati in forma individuale verrà calcolata con il contributivo indiretto.


Fondo generale – Quota A
(vi contribuiscono obbligatoriamente tutti i 348.846 medici e odontoiatri iscritti all’Ordine; 17% delle entrate contributive Enpam)

La Quota A passa al metodo di calcolo contributivo definito dalla legge 335/95.

Per la Quota A continua a non essere prevista la pensione anticipata. Tuttavia, su richiesta dei sindacati dei dipendenti, è stata mantenuta la possibilità di andare in pensione a 65 anni per chi sceglierà il contributivo (legge 335/95) su tutta l’anzianità maturata, in analogia a quanto previsto dal Ministro Fornero per il pensionamento anticipato delle donne nel sistema previdenziale pubblico.

Le quote da versare restano sostanzialmente invariate, cambia solo il meccanismo d’indicizzazione: dal 1° gennaio 2013 i contributi saranno indicizzati nella misura del 75% del tasso di inflazione (previsto pari al 2%) maggiorato di un punto e mezzo percentuale.

Che cos’è

La Quota A è il fondo pensionistico obbligatorio per tutti i medici e gli odontoiatri iscritti all’Albo professionale. Dà diritto a tutte le prestazioni della previdenza obbligatoria, garantisce:

- una pensione di base (attualmente di circa 200 euro al mese);

- una pensione di circa 15 mila euro (minimo) nei casi di invalidità o di decesso dell’iscritto in attività (si applica anche ai giovani medici o dentisti indipendentemente da quanti contributi hanno versato);

- l’indennità di maternità anche se l’iscritta non ha redditi professionali;

- prestazioni assistenziali (es: calamità naturali, indigenza, assistenza domiciliare).

La riforma è stata approvata dal Consiglio di amministrazione della Fondazione Enpam il 16 marzo 2012 e, limitatamente alla determinazione della contribuzione della Quota A, dal Consiglio nazionale del 24 marzo 2012.

Le riforma entrerà in vigore solo dopo il nulla osta da parte dei ministeri vigilanti.