19 febbraio 2011

Approvato Decreto Legge Festa Nazionale 17 Marzo 2011

18 Febbraio 2011

La Presidenza del Consiglio dei Ministri comunica:

Il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi, alle ore 10,05 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente, Silvio Berlusconi.

Segretario, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Gianni Letta.

Il Consiglio ha approvato un decreto-legge, su proposta del Presidente Berlusconi, che assicura la dovuta solennità e la massima partecipazione dei cittadini alle celebrazioni del 17 marzo 2011, già dichiarato festa nazionale, confermando che la giornata sarà festiva a tutti gli effetti previsti dalla legge.

Per il solo anno in corso ed al fine di evitare inopportuni aggravi a carico della finanza pubblica e delle imprese private, per il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia troveranno applicazione gli effetti economici e gli istituti giuridici e contrattuali previsti per la festività soppressa del 4 novembre (che solo per quest’anno non esplica i predetti effetti) così da compensarne gli oneri.

Il Governo invita i cittadini, le scuole, le istituzioni, i luoghi di lavoro a promuovere iniziative per celebrare degnamente il significato storico, etico e politico della ricorrenza.


Di seguito le nuove direttive della ASL BARI in merito alla trasmissione telematica dei certificati decise nel CPA del 17 febbrario scorso. Le decisioni in sintesi:

  1. deroga per i medici del 118;
  2. deroga per i medici della Continuità; la ASL ha avviato il processo di informatizzazione i cui tempi saranno comunicati prossimamente;
  3. deroga ai MMG per le visite domiciliari;
  4. deroga per i sostituti fino alla definizione delle modalità di attribuzione delle credenziali per i liberi professionisti.


ASL BARI - DIRETTIVE AZIENDALI CERTIFICAZIONI ONLINE.


Premesse:

  • Il Dl 150/2009 e la legge 183/2010 hanno previsto obbligatoriamente l'invio per via telematica del certificato medico “direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria che la rilascia” e che “L'inosservanza degli obblighi di trasmissione per via telematica della certificazione medica concernente assenze di lavoratori per malattia di cui al comma 2 costituisce illecito disciplinare e, in caso di reiterazione, comporta l'applicazione della sanzione del licenziamento ovvero, per i medici in rapporto convenzionale con le aziende sanitarie locali, della decadenza dalla convenzione, in modo inderogabile dai contratti o accordi collettivi”.

  • Il Dl 150/2009 ha stabilito anche gravi sanzioni per i medici che “... in relazione all'assenza dal servizio, rilascia certificazioni che attestano dati clinici non direttamente constatati né direttamente oggettivati”;

  • La Circolare Ministeriale Dipartimento Funzione Pubblica 1/2010/DFP/DDI del 11 marzo 2010 chiarisce che “... sono tenuti ad effettuare la trasmissione telematica dei certificati i seguenti soggetti: i medici dipendenti del SSN, i medici in regime di convenzione con il SSN ...”. In riferimento alle sanzioni la stessa circolare spiega che “... in concreto nell'irrogazione della sanzione si deve tener conto della gravità della violazione o omissione, nonché del grado di colpa accertate ed ascrivibili al soggetto obbligato, nel rispetto del principio di proporzionalità e adeguatezza tra illecito e sanzione”; la stessa circolare sottolinea nell'ambito dei sistemi di trasmissione che oltre il sistema web e l'applicativo dei medici “potranno essere disponibili ulteriori canali per accedere ai servizi erogati dal SAC, quali, ad esempio, sistemi di call center, anche basati su risponditori automatici. La disponibilità di ulteriori canali e le relative modalità di fruizione saranno comunicate attraverso i siti del Ministero della Salute, del Ministero dell'Economia e delle Finanze e dell'INPS”;

  • La Circolare Ministeriale Dipartimento Funzione Pubblica 2/2010/DFP/DDI del 28 settembre 2010 sottolinea nell'ambito dei mezzi a disposizione dei medici certificatori per l'invio del certificato per via telematica che “... Si segnala che per l'utilizzo del canale telefonico da parte del medico è attivo il numero verde 800 013 577, raggiungibile da numero fisso o mobile. Tale canale consente di superare eventuali difficoltà temporanee dovute, ad esempio, alla mancanza di un personal computer o di una connessione a internet”.

  • In data 8 febbraio 2011 il sito del Ministero della Pubblica Amministrazione e dell'Innovazione all'indirizzo: http://www.innovazionepa.gov.it/lazione-del-ministro/certificati-di-malattia-online/cosa-prevedono-le-norme--.aspx riporta “Per i medici, tenendo conto delle numerose segnalazioni pervenute, si informa che in caso di difficoltà nell'accesso alla rete per la trasmissione tramite pagina WEB, oppure in caso di malfunzionamento temporaneo del proprio PC, ovvero in caso di visite domiciliari, è possibile effettuare l'invio telematico dei certificati utilizzando uno dei seguenti call center telefonici (vedi: I servizi per i medici):

  • utilizzando il call center telefonico con assistenza di operatore reso disponibile dall'INPS, al numero 800 180 919;

  • utilizzando il call center telefonico basato su risponditore automatico reso disponibile da MEF Sogei, al numero 800 013 577.

  • Inoltre, in caso di problemi tecnici, i medici possono contattare l'Helpdesk attivato dal MEF attraverso il numero verde 800 030 070 (vedi: Numeri utili).


CPA del 17 febbraio 2010 - trasmissione telematica certificati di malattia


  1. Medici Servizio 118: il servizio 118 è garantito da medici convenzionati con il SSN ai sensi dell'ACN per la medicina generale del 2005 e successive modifiche ed integrazioni. I medici addetti sono distribuiti sul territorio ed effettuano il servizio a bordo di mezzi mobili di soccorso (ambulanze, automediche) garantendo l'attività di emergenza sanitaria sul territorio della ASL. Preso atto della specificità della funzione di emergenza a cui è preposto il personale in oggetto, della non disponibilità di mezzi informatici idonei alla trasmissione dei certificati malattia durante l'espletamento del servizio, della impossibilità di usare il call center per la trasmissione telematica dei certificati, i medici addetti al servizio 118 rientrano nelle deroga prevista dalla legge e pertanto gli operatori utilizzeranno per la certificazione di malattia esclusivamente il mezzo cartaceo.

  2. I medici addetti ai punti di I intervento territoriali, nei casi in cui la postazione non è provvista di postazione informatica e connessione internet, devono usare il cartaceo. La ASL comunicherà prossimamente i tempi di adeguamento informatico.

  3. Medici di Continuità Assistenziale: al momento quasi tutte le postazioni di Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica) sono sprovviste di computer e di connettività. In considerazione del fatto che l'accesso dell'utenza si realizza attraverso richiesta telefonica è impraticabile l'utilizzo in maniera strutturale del call center per il rischio di incorrere nella interruzione della funzione assistenziale nei confronti della non indifferibilità. Ai medici della continuità assistenziale (ex guardia medica) quindi, si applica la deroga alla trasmissione dei certificati prevista dalla legge e quindi l'uso del cartaceo nei modi previsti dal contratto di categoria. La ASL comunicherà prossimamente i tempi di adeguamento informatico.

  4. Segnalazione guasti e/o assenza di connettività adsl: i medici della ASL che al momento sono in grado di trasmettere il certificato di malattia per via telematica in caso di impossibilita temporanea a trasmettere per guasti e/o assenza di connettività, blocco sistema SOGEI, entro 72 ore dovranno inviare comunicazione all'ASL utilizzando obbligatoriamente l'allegato fac simile - segnalazione anomalia nella trasmissione telematica. La segnalazione rimane agli atti è diventa documento probante dell'impossibilita oggettiva alla trasmissione telematica del certificato di malattia ai fini dell'applicazione delle sanzioni. La comunicazione deve essere inoltrata all'U.O. Convenzioni a mezzo fax - 0805842308 ovvero a mezzo Raccomandata - lungomare Starita, 6 - 70123 Bari.

  5. Obbligo di certificazione: la Direzione si impegna a mettere in atto quanto necessario per rendere operativa la norma che obbliga tutti i medici dipendenti e convenzionati a certificare, sia su modello cartaceo che su quello telematico ove attivo, le assenze per malattia.

  6. Al fine di monitorare tutta l’attività e di verificare l’andamento nel tempo della certificazione nella Asl si rende necessario costituire una commissione mista (MG / dipendenti/ASL);

  7. Visite a domicilio dei medici di Medicina Generale: in considerazione della specificità della prestazione e del fatto che non è previsto che il MMG si doti autonomamente di mezzi di connettività portatili, le certificazioni mediche redatte a seguito di visita domiciliare potranno essere effettuate con il cartaceo indicando sullo stesso che trattasi di visita domiciliare.

  8. sostituti della Assistenza Primaria: esonero sino a distribuzione del PIN. (NB il Ministero ha affermato che la distribuzione dei PIN ai liberi professionisti è a cura degli ordini professionali). In relazione ai sostituti di Assistenza Primaria essendo la questione ancore non chiara da un punto di vista normativo si decide che fino a chiarimento non si applicano le sanzioni.

17 febbraio 2011

Guardia medica? "Attenda in linea..."

Messaggero Cronaca di Roma di martedì 15 febbraio 2011, pagina 36
Guardia medica, la prova al telefono: fino a 18 minuti d'attesa per avere aiuto - Guardia medica? "Attenda in linea..."

SANITA' i Guardia medica, la prova al telefono: fino a 18 minuti d'attesa per avere aiuto.
Il Messaggero ha monitorato il servizio della guardia medica regionale per tre giorni: l'attesa media è di 11 minuti, ma spesso il servizio non è disponibile. La domenica si aspetta anche 18 minuti. Su 27 tentativi, solo 15 risposte. Le linee sono intasate non solo di notte. «Siamo in pochi» la replica di Vittorio Sotira responsabile del servizio. Intanto in molti, viste le carenze del servizio regionale, si rivolgono ai privati: la spesa arriva fino a 150 euro.
Brugnara all'interno Verifica sul campo nel week end:L' C) E S Nei giorni del monitoraggio spesso linee intasate non solo di notte , il servizio risulta non disponibile Guardia medica? «Attenda in linea...»
La domenica si aspetta anche 18 minuti. Su 27 tentativi solo 15 risposte Ora 1 e in(iti di attesa Tempi di attesa Persone Ora in attesa Sabato 12 febbraio 18 9 minuti -19 8 minuti 20 non disponibile 21 _ non disponibile 22 8 minuti 23i 13 minuti 23.30: non disponibile 24 non disponibile 0.30 15 minuti l 14 m.
di attesa Persone Ora in attesa Domenica 13 febbraio:
3 7.30.. 3 8 8.30 9 10 11 12 13 14 15 22.30 ,.:.... 23 23.30 (gek. 24 17 minuti non disponibile non disponibile 11 minuti non disponibile non disponibile non disponibile 13 minuti 9 minuti 8 minuti 11 minuti non disponibile 18 minuti non disponibile 4 2 3 3 di attesa Fersone in attesa Lunedì 14 febbraio:
7 . non disponibile 7.30 10 minuti 8 6 minuti tentativi, di cui; ; rion disponibile ./ ri pb te Pen àttésé tra i, :- 4 r4. 6 e 18 minuti.

Telefonate a ripetizione, tra attese o un servizio, in quel momento, non disponibile. Resta difficile, come in passato, contattare la guardia medica regionale: le 8 linee sono spesso intasate, con i medici tutti impegnati. In alternativa, occorre aspettare a lunare al telefono, anche finoa 15-18 mi-nutiperentra-re in contatto con un medico. Il servi- zio, che nasce come alternativa notturna e dei festivi al medico di base, dovrebbe contribuire a evitare che, per un malessere, si ricorra subito al pronto soccorso osi sia costretti a rivolgersi alle guardie mediche private. Ma la realtà verificata nell'ultimo fine settimana è problematica: su 27 tentativi effettuati tra le 18 di sabato scorso e le 8 di ieri mattina, in dodici casi, il disco preregistrato spiegava che «i medici sono tutti impegnati», invitando a riprovare dopo qualche minuto. Negli altri quindici, la risposta è arrivata ma dopo un'attesa più o meno lunga.
*** Le prime telefonate allo 06.570600 sembravano rivelare un miglioramento rispetto alle verifiche passate, l'ultima del luglio 2010. I1 disco che scatta entro pochi secondi, alle 18 e alle 19 di sabato, indicava tre persone già in linea e una risposta del medico è arrivata dopo 8 e 9 minuti. Ma nelle due prove successive, alle 20 e alle 21, il servizio era, di fatto, non contattabile, in quanto «tutti i medici sono impegnati». Un'alternanza di risposte che si è protratta per l'intera serata e nelle prime ore della nottata, con tempi di attesa che si dilatavano fino a 14 e 15 minuti: tanti per chi non aspetta altro che una risposta che lo aiuti anche psicologicamente o magari contatta la linea da un cellulare. «Ci scusiamo per l'attesa - risponde un medico - ma le chiamate si sovvrappongono e non possiamo sapere in anticipo le priorità di chi ci contatta». Domen i-ca, il quadro non è cambiato: alla gentilezza c professionalità della risposta, fanno da contraltare le attese. I minuti in linea, nella migliore delle ipotesi, sono stati 8, ma si dilatavano fino a 18 in serata, mentre ben sette volte il servizio non era, in quel momento, disponibile. E così, nei tre tentativi di ieri mattina, prima delle 8. Rispetto alle ultime due rilevazioni emerge solo una differenza: le criticità, in passato, erano concentrate nelle ore serali, mentre questa volta si sono rilevate diffuse, senza momenti di relativa tregua.
I LA REPLICA I Vittorio Sotira, il responsabile regionale: «Attese lunghe? E vero ma siamo pochi, a volte in 9 facciamo il lavoro di 20» Professionalità garantita, ma un organico che è quasi la metà di quello che servirebbe. Ogni notte e nei festivi, il telefono della guardia medica non smette di squillare. «Tra le 20 e le 2 è il momento più frenetico - osserva Aldo Vittorio Sotira, responsabile regionale e provinciale della Fimmg (Federazione italiana medici di famiglia) del settore continuità assistenziale (guardie mediche) - e l'organico è numericamente carente da anni. Questo provoca che, molte volte, tutti noi siamo impegnati e la linea, in quel momento, non può essere contattata o l'attesa è lunga». Qualche numero illustra meglio la situazione. «Il rapporto ottimale, a Roma e nel sazio - aggiunge Sotira - sarebbe di un medico ogni 5.000 abitanti. E invece siamo in 600, in pratica uno ogni 9.600 persone. Spesso, dalla centrale, contattiamo a nostre spese il medico di riferimento sul territorio. In. alcune zone, il lavoro di 20 medici, viene svolto da 9». Da tempo, i medici chiedono,un organico idoneo alla mole di lavoro. «Siamo in attesa dal 2006 dell'indennità che era stata promessa entro un anno - afferma Sotira. - Speriamo che, nel prossimo accordo regionale, si provveda a venire incontro alle nostre esigenze: noi facciamo sempre il possibile».

10 febbraio 2011

certificazione on line


Si consiglia ai colleghi di inserire nella certificazione cartacea di malattia la dizione "si certifica l'impossibilità oggettiva di utilizzare la via telematica...".

Successive informazioni vi saranno date nei giorni successivi.

Esecutivo Nazionale FIMMG C.A.

attivazione servizio CA il 17/03/2011 - Comunicazione Segr Nazionale CA

Ai segretari regionali

di settore


Ai segretari provinciali

di settore


Loro sedi




Oggetto: attivazione servizio CA il 17/03/2011


Il giorno 17 marzo p.v. è stata dichiarata festività nazionale una tantum nell’anno 2011 per i 150 anni dell'unità d'Italia, conseguentemente il 16 marzo va considerato prefestivo e pertanto dovrà essere attivato il servizio di Continuità Assistenziale a partire dalle ore 10 del giorno antecedente la festività come da normativa vigente.

V’invito a prendere contatto, ciascuno per le proprie competenze, con i rispettivi Assessorati Regionali alla Sanità e Aziende Sanitarie Locali per verificare l’avvenuta attivazione del servizio di CA.

Si allega comunicato del Consiglio dei Ministri in cui si chiarisce oltre l’istituzione delle festività le conseguenze sulle attività lavorative ed istituzionali.

Cordiali saluti

Segretario Nazionale di Settore

Silvestro Scotti

9 febbraio 2011

17 marzo 2011, festa nazionale

Consiglio dei Ministri n.123 del 28/01/2011
28 Gennaio 2011
La Presidenza del Consiglio dei Ministri comunica:


*17 marzo** 2011, festa nazionale*

per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

Poiché tale qualificazione comporta l’implicita ed eccezionale inclusione
della ricorrenza fra quelle ordinariamente festive, il Consiglio ha ritenuto
obbligatorio di conseguenza (e solo per quest’anno) *estendere alla giornata
del 17 marzo 2011 le** **regole in materia di orario festivo, *limitazioni
su determinati atti giuridici, disciplina che regola l’imbandieramento degli
edifici, il trattamento economico da corrispondere ai lavoratori dipendenti
e le sanzioni amministrative pecuniarie in caso di inosservanza

A breve vi faremo sapere se a livello nazionale il servizio di CA è esteso al
16 marzo come turno prefestivo.

Ciao
gg

1 febbraio 2011

Segreteria Nazionale - Certificati Online

Roma, lì 01/02/2011

Ai Medici di Continuità Assistenziale


Al Ministero degli Interni


Agli Assessori Regionali alla Sanità


Ai Direttori Generali Aziende Sanitarie


Ai Presidenti OMCEO Provinciali



LORO SEDI



Oggetto.: “Certificazioni Online” –

In considerazione dell’avvio della fase sanzionatoria prevista ai sensi di legge nei confronti dei medici per il mancato invio delle certificazioni online, la FIMMG Continuità Assistenziale, ritiene la mancata proroga delle sanzioni, in assenza di un reale collaudo del sistema, un grave atto nei confronti della classe medica tutta ed anche nei confronti degli assistiti.

Si ritiene di dover sottolineare che

  • ad oggi solo alcune sedi di Continuità Assistenziale sul territorio nazionale, sono state dotate dalle ASL di connessione e di computer per l’invio telematico.

  • la certificazione mediante numero verde dedicato pone seri problemi sia sul piano operativo sia su quello della responsabilità civile e penale del medico non rappresentando una reale alternativa rispetto a quella cartacea. Infatti, nelle sedi dotate di linea telefonica unica, in presenza di tempi notevoli e comunque non prevedibili, la trasmissione e la comunicazione della certificazione determinerà una riduzione all’accesso telefonico e quindi assistenziale da parte dei potenziali assistiti con l’ulteriore paradosso di poter configurare per il medico, per la mancata o ritardata risposta telefonica, anche responsabilità di interruzione di pubblico servizio (art. 340 codice penale, cosi come testimoniano le numerose sentenze di condanna al riguardo, che addirittura equiparano il ritardato intervento alla omissione di atto pubblico se tale atto deriva dalla condotta di un pubblico ufficiale o di un incaricato di pubblico servizio).

  • il cattivo funzionamento e i frequenti blocchi di sistema sono particolarmente frequenti dopo le 20.00 e durante i prefestivi e festivi, orari e giorni in cui la C.A svolge la propria attività, per le fasi di aggiornamento e sincronizzazione dello stesso che sistematicamente vengono effettuate di sera, di notte e nei giorni festivi e prefestivi, con l’inevitabile aumento del rischio sanzionatorio nei confronti dei colleghi di Continuità Assistenziale.

La FIMMG Continuità Assistenziale, pertanto, nell’interesse della categoria tutta dei medici di Continuità Assistenziale intende sensibilizzare gli stessi Medici a tenere un comportamento operativo omogeneo.

Nella fattispecie, s’invitano i Medici di C.A. all’entrata in servizio a testare, laddove presente un collegamento telematico, il sistema d’invio del certificato (trasmissione certificato di prova), trascrivere sul registro ora ed esito del test e le eventuali anomalie verificatesi, ad assicurarsi, ove possibile (presenza di più linee telefoniche) del funzionamento del numero verde dedicato e segnalare sul registro ogni eventuale problema relativo alla comunicazione telefonica compresa la durata. Qualora rilevassero per eccessiva durata o deficit del sistema l’impossibilità oggettiva di operare, considerate le caratteristiche stesse di non differibilità del servizio di Continuità assistenziale, con le modalità (telematica e/o telefonica), avviseranno di tale inconveniente Centrali Operative Aziendali, Forze di Polizia e per tutta la durata del turno rilasceranno certificazione cartacea appuntando nel registro di guardia i dati di tale comunicazione.

La FIMMG Nazionale, Regionale e Provinciale Settore C. A. ognuno per competenza, forniranno assistenza continua per qualsiasi problema relativo ai certificati online,

diffidando ora per allora

gli Assessori Regionali, i Direttori Generali delle ASL e tutti quelli che in presenza di tale comportamento operativo riterrano di intervenire in maniera sanzionatoria nei confronti dei Medici di Continuità Assistenziale soprattutto in assenza di certezze sui meccanismi di verifica e controllo della operatività di sistema e di pronuncia dell’autorità competente circa l’interruzione di pubblico servizio sull’uso di linea telefonica preposta all’assistenza per compiti amministrativi. S’invia tale comunicazione anche agli Ordini dei Medici e Chirurghi Provinciali per le dirette valutazioni d’intervento.


Segretario Nazionale FIMMG

Continuità Assistenziale

Silvestro Scotti

21 gennaio 2011

CERTIFICATI ON-LINE

CERTIFICATI ON-LINE, SCOTTI: SEDI EX GUARDIA MEDICA NON INFORMATIZZATE NECESSARIA UNA PROROGA DELL'AVVIO DELLE SANZIONI

"C'è profonda preoccupazione per l'avvio delle sanzioni sulle certificazioni online previsto per il 31 gennaio. Le sedi di guardia medica Italia non sono pronte per questo passaggio perchè non sono state fornite degli idonei supporti informatici". E' quanto dichiara il segretario nazionale del settore continuità assistenziale (ex guardia medica) della FIMMG, Silvestro Scotti.
"L'analisi nazionale dimostra un'assenza assoluta o quasi di investimenti per l'informatizzazione delle sedi di guardia medica - sottolinea Scotti - per questo i medici di guardia medica possono esclusivamente ricorrere al call center o alla certificazione cartacea. I call center nelle ore e nei giorni di competenza della continuità assistenziale mostrano tutto il loro limite determinando continuamente blocchi e ritardi. Appare evidente - prosegue Scotti - che vada prorogata la fase di messa a regime del sistema almeno fino a quando lo stesso non presenterà livelli di garanzia tali da mantenere, per i medici in servizio, l'assenza di rischi medico legali e un servizio idoneo ai cittadini. In assenza di ciò - conclude - qualcuno ci chiarisca se vengono prima le esigenze assistenziali dei cittadini o quelle amministrative".

7 dicembre 2010

Boom aggressioni a medici, ma 9 su 10 non denunciano

Roma, 6 dic. (Adnkronos Salute) - Minacce quotidiane, aggressioni fisiche un giorno sì e l'altro no: ormai negli ospedali italiani, nei pronto soccorso, negli ambulatori di guardia medica si registra un'escalation di aggressioni contro i medici. Tante ma non quantificabili, perché quasi mai seguite da una denuncia. Almeno 9 camici bianchi su 10 subiscono in silenzio senza rivolgersi alle forze di polizia. Spinte, botte, schiaffi, insulti, e in alcuni casi - come all'ospedale San Filippo Neri di Roma - ci scappa pure un naso fratturato. A scattare la fotografia sul fenomeno delle aggressioni contro i camici bianchi è Mario Falconi, presidente dell'Ordine dei medici di Roma."Il clima è ormai esasperato - denuncia Falconi all'Adnkronos Salute - le violenze verbali e fisiche si verificano tutti i giorni, soprattutto nei Dea e contro le guardie mediche. Non abbiamo ancora un numero preciso, proprio perché molti di questi episodi non hanno un seguito giudiziario". Ma presto qualcosa, su questo fronte, potrebbe cambiare. La Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) sta infatti pensando di inviare una sorta di direttiva alle amministrazioni delle Asl. "Chiederemo alle aziende ospedaliere - rivela il presidente della Fnomceo Amedeo Bianco - di segnalare questi episodi alle forze dell'ordine. Anche se si tratta solo di minacce verbali o insulti. Questo perché, è bene ricordarlo, i medici e gli infermieri che prestano soccorso ai pazienti stanno svolgendo in quel momento pubbliche funzioni. Sono a tutti gli effetti pubblici ufficiali, come i poliziotti, i carabinieri. Provate a minacciare un uomo delle forze dell'ordine e poi vedete che succede". Roma, 6 dic. (Adnkronos Salute) - Minacce quotidiane, aggressioni fisiche un giorno sì e l'altro no: ormai negli ospedali italiani, nei pronto soccorso, negli ambulatori di guardia medica si registra un'escalation di aggressioni contro i medici. Tante ma non quantificabili, perché quasi mai seguite da una denuncia. Almeno 9 camici bianchi su 10 subiscono in silenzio senza rivolgersi alle forze di polizia. Spinte, botte, schiaffi, insulti, e in alcuni casi - come all'ospedale San Filippo Neri di Roma - ci scappa pure un naso fratturato. A scattare la fotografia sul fenomeno delle aggressioni contro i camici bianchi è Mario Falconi, presidente dell'Ordine dei medici di Roma."Il clima è ormai esasperato - denuncia Falconi all'Adnkronos Salute - le violenze verbali e fisiche si verificano tutti i giorni, soprattutto nei Dea e contro le guardie mediche. Non abbiamo ancora un numero preciso, proprio perché molti di questi episodi non hanno un seguito giudiziario". Ma presto qualcosa, su questo fronte, potrebbe cambiare. La Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) sta infatti pensando di inviare una sorta di direttiva alle amministrazioni delle Asl. "Chiederemo alle aziende ospedaliere - rivela il presidente della Fnomceo Amedeo Bianco - di segnalare questi episodi alle forze dell'ordine. Anche se si tratta solo di minacce verbali o insulti. Questo perché, è bene ricordarlo, i medici e gli infermieri che prestano soccorso ai pazienti stanno svolgendo in quel momento pubbliche funzioni. Sono a tutti gli effetti pubblici ufficiali, come i poliziotti, i carabinieri. Provate a minacciare un uomo delle forze dell'ordine e poi vedete che succede". Anche per Cassi in medicina non c'è la certezza del risultato e gli errori sono sempre in agguato. "Ogni giorno - spiega - i medici effettuano interventi, spesso complessi, fanno diagnosi, prescrivono cure e molte volte quando accade un imprevisto non vi è neppure una responsabilità del professionista, ma questo non interessa e occorre trovare un colpevole da gettare in pasto all'opinione pubblica"."Chi commette errori deve essere punito - sottolinea Cassi - ma non è accettabile presentare tutti i medici come delinquenti. La categoria ha posto per prima la questione della qualità e della sicurezza delle cure e ha indicato più volte la via da seguire, condivisa anche dal ministro Fazio. Al contrario, le Regioni sempre di più sembrano ritenere che per garantire la tutela della salute non occorrano bravi professionisti ma solo obbedienti burocrati". Il fenomeno delle aggressioni, se prima riguardava principalmente i medici ospedalieri dei pronto soccorso e le guardie mediche, ora sembra non risparmiare più nessun camice bianco. Ora sembra investire anche i medici di famiglia, il medico di fiducia per eccellenza di ogni paziente. "Si stima che nell'ultimo periodo - spiega Falconi - la percentuale delle liti tra pazienti e medici di base stia crescendo in misura considerevole: del 15-20% circa". Se i medici di famiglia aggrediti rappresentano una novità dell'ultimo periodo, in materia di aggressioni a pagare il dazio più pesante sono però sempre i medici del pronto intervento e le guardie mediche. Soprattutto le donne. Secondo una recente indagine dello Smi (Sindacato medici italiani) del Lazio, circa 9 medici su 10 sono a rischio di aggressioni e violenze nelle sedi di continuità assistenziale (ex guardia medica). Di questi, il 45% è donna. Il 60% subisce minacce verbali, il 20% percosse, il 10% atti di vandalismo e il 10% violenza a mano armata. Il clima elettrico tra medici e pazienti finisce inevitabilmente per complicare il lavoro dei camici bianchi e del personale sanitario, che si ritrovano a lavorare con una forte pressione e con la paura di sbagliare. Secondo una recente indagine condotta dall'Ordine dei medici di Roma, il 65% dei camici bianchi si sente sotto pressione nella pratica clinica di tutti i giorni. E si 'difende' a colpi di prescrizioni. Tra il 50 e il 70% dei medici ricorre, almeno una volta, alla medicina difensiva. Largo quindi a visite specialistiche, esami di laboratorio, ricoveri e prescrizioni di farmaci a iosa, che finiscono per incidere per oltre il 10% sulla spesa sanitaria del Servizio sanitario nazionale.

4 ottobre 2010

160

160 GIORNI SENZA SEGRETERIA REGIONALE DI SETTORE IN VENETO

COMPLIMENTI A CHI HA ACCUSATO IL SOTTOSCRITTO DI IMMOBILITA' E COLLUSIONE!!!!