6 maggio 2010

ELEZIONE COMITATO CONSULTIVO FONDO MMG 30 MAGGIO 2010

La FIMMG Continuità Assistenziale Segreteria Regionale Campania ha richiesto alle ASL della Campania in occasione dell'Elezione dei componenti del Comitato Consultivo del Fondo dei Medici di Medicina Generale per garantire il diritto al voto, che i colleghi in servizio, possano recarsi presso gli Ordini Provinciali ad esprimere la loro preferenza.


AI COMMISSARI STRAORDINARI AA.SS.LL.
AVELLINO, BENEVENTO, CASERTA, NAPOLI 1 CENTRO
NAPOLI 2 NORD, NAPOLI 3 SUD, SALERNO

AI DIRETTORI DI DISTRETTO ASL
AVELLINO, BENEVENTO, CASERTA, NAPOLI 1 CENTRO
NAPOLI 2 NORD, NAPOLI 3 SUD, SALERNO

AI PRESIDENTI OMCEO PROVINCIALI
AVELLINO, BENEVENTO, CASERTA
NAPOLI SALERNO




Prot 15/SEGR.REG /2010 LORO SEDI



Oggetto: Elezione dei Comitati Consultivi dei Fondi di previdenza per il quinquennio 2010/2015 del 30 maggio 2010 – Richiesta autorizzazione a recarsi alle urne per i Medici di Continuità Assistenziale in servizio nelle sedi.

La scrivente OO.SS,
In considerazione che il giorno 30 maggio 2010 corrisponde alla giornata di Domenica, giorno della settimana in cui il 25% dei Medici di Continuità Assistenziale sono in servizio, al fine di garantire l’espressione del diritto di voto e pertanto che i suddetti Medici si possano recare presso le sedi degli Ordini Provinciali dove saranno allestiti, dalle ore 8.00 alle ore 21.30, i seggi elettorali per le elezioni del proprio rappresentante Regionale e Nazionale nel Comitato Consultivo del Fondo dei Medici di Medicina Generale :
Chiede
alle S.V di autorizzare e consentire a tali Medici, con modalità da concordare con i Direttori di Distretto, nel rispetto e garanzia dei compiti propri del Servizio di Continuità Assistenziale e senza che questo ne determini l’interruzione, di recarsi presso il seggio elettorale ad esprimere la propria preferenza; chiede inoltre che i presidenti degli OMCEO della Campania si adoperino perché i tempi di accesso al voto per tali colleghi vengano ridotti al minimo per garantirne un rapido rientro in servizio.
In attesa di riscontro, si porgono distinti saluti.
Napoli, 06 maggio 2010
Il Segretario Regionale Settore
Continuità Assistenziale
Dr. Pasquale Persico

3 maggio 2010

STEFANO LEONARDI Candidato alla Consulta ENPAM

PRESENTAZIONE PROPOSTA DI CANDIDATURA
FONDAZIONE ENPAM
C.A. UFFICIO ELETTORALE CENTRALE
SEDE
ll sottoscritto Dott. Stefano LEONARDI nato a Messina il 18 Luglio 1955
PROPONE
la propria candidatura a Rappresentante Nazionale per la categoria dei medici di medicina generale addetti al servizio di continuità assistenziale e/o emergenza territoriale in seno al Comitato consultivo del Fondo speciale di Previdenza dei Medici di Medicina Generale - quinquennio 2010-2015 .
A tal fine "omissis" DICHIARA
1. "omissis"
4. di essere titolare di incarico a tempo indeterminato nell'ambito territoriale dell'Azienda Sanitaria Provinciale di Messina quale medico convenzionato Titolare di Continuità Assistenziale;

Alla presente proposta sono state allegate, raccolti in vari Ordini provinciali di tutta Italia, vari elenchi nominativi contenenti oltre 250 (duecentocinquanta) firme di colleghi della Continuità Assistenziale che sostengono tale candidatura, a fronte delle 50 firme richieste normalmente. A sostegno di tale candidatura è schierata la volontà dei medici di Continuità Assistenziale nel sostenere un candidato che svolga solo l'attività di Continuità Assistenziale e che possa garantire per storia e caratteristiche lo standard del medico impegnato nell'attività di Guardia Medica, con a sostegno una buona conoscenza dei meccanismi previdenzialie degli obiettivi che la categoria si deve proporre per affrontare una problematica troppo spesso sottovalutata in considerazione della visione transitoria di tale attività lavorativa che invece sempre di più sta rappresentando il nostro lavoro primario. Invitiamo, pertanto tutti a partecipare al voto che si terrà il 30 maggio 2010 presso le sedi degli Ordini dei Medici Provinciali esprimendo la propria preferenza nei confronti di Stefano Leonardi.

16 aprile 2010

Smi, disagi di chi lavora in guardia medica doppi per donne

Roma, 15 apr. (Adnkronos Salute) - "Essere donna in guardia medica raddoppia i problemi propri di questo lavoro". Rischi di aggressioni fisiche e verbali, di pestaggi ma anche di molestie e violenze sessuali. In postazioni spesso insicure, lavorando sempre con pazienti che non si conoscono, a cui è necessario fare anche visite domiciliari, e in postazioni sguarnite spesso dei minimi requisisti di sicurezza. Lo denuncia Pina Onotri, segretario organizzativo regionale del Sindacato medici italiani (Smi) Lazio, che - dalla manifestazione nazionale contro la nuova convenzione dei medici di medicina generale, organizzata oggi a Roma da Smi e Snami - ribadisce il particolare disagio dei medici di continuità assistenziale (ex guardia medica), che oltre a svolgere un lavoro spesso pericoloso non hanno diritto alle stesse tutele previste per gli altri medici del Ssn: maternità, malattia, ferie, premio di operosità e trattamento di fine rapporto. Tutele che Onotri chiede a gran voce. "Serve equiparare i medici di continuità ai camici bianchi dipendenti", dice. Una lavoro, quello delle guardie mediche che assicurano assistenza notturna (ore 20-8) e festiva, particolarmente difficile se 'al femminile'. "I problemi sono sicuramente maggiori - spiega Onotri - Si pensi solo alle violenze sessuali, sottovalutate perché spesso nemmeno denunciate: negli ultimi anni abbiamo avuto due colleghe uccise dopo essere state stuprate". E le dottoresse si difendono come possono. "Escono insieme ad altre colleghe, facendo 'squadra' - riferisce - si fanno accompagnare da amici, si fanno trasferire quando si sentono in pericolo. E in tutto questo siamo sicuramente emarginate". Per quanto riguarda la sicurezza, conclude, "a Roma abbiamo chiesto e avremo un incontro con l'assessorato alle Pari opportunità, per attuare un protocollo che preveda un contatto diretto con le forze dell'ordine".

15 aprile 2010

SMI-LAZIO, ROMA : STAMANE PROTESTA NAZIONALE DEI MEDICI DI MEDICINA GENERALE E DEL TERRITORIO CONTRO IL NUOVO ACCORDO COLLETTIVO NAZIONALE

Il Sindacato dei Medici Italiani del Lazio (SMI) invita tutti i camici bianchi della Capitale e delle Province a partecipare alla manifestazione indetta dallo SMI-NAZIONALE per protestare contro il nuovo Accordo Collettivo Nazionale (ACN) relativo alla medicina generale e siglato da un solo Sindacato. L'appuntamento è previsto a Roma il 15 aprile alle ore 10 al teatro 'Capranichetta' (piazza Monte Citorio).

leggi l'articolo su "politicamentecorretto.com”.

13 aprile 2010

certificazione di malattia



La regione Puglia con circolare 12 aprile ha definito a propria interpretazione riguardo "l'oggettiva documentazione" del decreto Brunetta.
Per il nostro datore di lavoro è sufficiente la presenza di almeno uno dei tre criteri esplicitati nella circolare che allego. L'aspetto importante è che per essere soddisfatto il criterio della oggettiva documentazione il medico al momento di redigere il certificato di malattia deve riporare i sintomi e segni clinici (esame obiettivo) sul certificato e formulare la diagnosi.

11 aprile 2010

Cari amici scusate se in "punta di piedi" cerco di inserirmi nella vostra discussione.
Devo dire che ho qualche difficoltà a comprendere i giudizi di simpatia o antipatia espressi da qualcuno in relazione ad argomenti di natura politica sindacale che non hanno alcuna relazione con fatti personali.
Aggiungo che i sacrifici fatti per ottenere il mezzo bicchiere pieno o vuoto (decidete voi) sono solo miei e credo che come al solito non interessi a nessuno.
Perciò andiamo oltre.
Facciamo l'analisi. La continuità o se preferite la guardia medica ha la sua storia che tutti conosciamo: nasce in un momento storico particolare con due obiettivi: 1) attenuare la problematica occupazionale medica 2) dare una risposta assistenziale notturna, e diurna nei prefestivi e festivi (o se preferite per consentire ai medici di famiglia di essere liberi di notte, il sabato, la domenica e per le festività).
A facilitare il processo aggiungiamo la possibilità per la politica locale (quella con la p minuscola) di dare ai propri cittadini un presidio sanitario "visibile" che di notte, il sabato e la domenica deve (per il vissuto della gente) fare "tutto".
Vogliamo individuare le responsabilità? Personalmente non ho problemi.

Sono trasversali e coinvolgono la politica, i sindacati (inizando dalla FIMMG), i medici di famiglia, gli amministratori locali, etc. etc. fino ad arrivare a noi medici di continuità comprendendo tutti i colleghi che ci hanno preceduto in circa 30 anni di storia.

Concludo l'analisi: la politica, i sindacati, etc. sono fatti da uomini.
La differenza sta in questo. Esempio: il DPR 270 del 2000 per la continuità assistenziale (così come i precedenti) è stato scritto da uomini FIMMG che NON facevano la Continuità, l'accordo del 2005 per la prima volta nella storia (e sfido chiunque ad affermare il contrario) è stato scritto, discusso (all'interno e all'esterno) in sede di trattativa da uomini FIMMG che lavoravano e lavorano in continuità.
So benissimo che non siamo riusciti a fare tutto quello che bisognava fare. Ma so altrettanto bene che molto è stato fatto. Da quella esperienza, inoltre, sono partite esperienze locali che hanno consentito di realizzare accordi regionali e aziendali specifici per la CA.
Tradotto: soldi regionali e norme per la continuità assistenziale e non solo per la medicina di famiglia. Non è ancora abbastanza! Lo so bene! Non dimentichiamo però che la guardia medica nasce nel 1980 e l'attuale Dirigenza della CA ha iniziato nel 2002.
Anche per questo lavoro: bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto (o peggio ancora completamente vuoto)?
A questo punto non mi interessa. Badate bene non vuole essere mancanza di rispetto verso chi legittimamente può non condividere le scelte fatte. Il fatto è che non possiamo permetterci in questo momento di fermarci a giudicare quello che è stato fatto. Non in questo modo. Certo l'analisi può servire a migliorare. Ma consentitemi, e giudicatemi anche arrogante, la VS. idea del futuro della continuità assistenziale si limita solo a chiedere le ferie, la malattia e le sedi mentre tutto il resto del mondo parla di riorganizzare la medicina generale lasciandola per una scelta della categoria in CONVENZIONE? E la continuità come si riorganizza?
L'esperienza delle regioni del nord e di qualcuna del sud (leggi Puglia) dice che le motivazioni di cui prima (pletora medica in particolare) sono o stanno venendo meno. Qualcuno sta pensando a modelli nuovi.
Le scelte che gli uomini (della politica o del sindacato) faranno oggi che ci piaccia o no condizioneranno il lavoro della NS generazione (i prossimi 25 anni).
Vogliamo ripetere gli errori fatti fino al 2004 quando le scelte per la categoria (mi riferisco alla Continuità) venivano fatte da uomini esterni al settore?
Nei prossimi due anni abbiamo appuntamenti importanti e decisivi su cui mi chiedo se la categoria avrà i cosidetti per fare e imporre le proprie scelte. La politica, compresa quella sindacale, si fa con i numeri. Resta chiaro ognuno è libero di mettersi la giacca e seguire lo stendardo che preferisce. Non ci sono problemi in questo. Il problema è, in questo momento per una categoria di professionisti come la nostra, nel non avere il coraggio di indossare alcuna giacca e seguire alcuno stendardo, delegando ad altri la responsabilità delle scelte.
Il giudizio dopo è sempre comodo!!!
Esempio:
ENPAM: il 30 maggio 2010 si vota per rieleggere il comitato centrale del nostro ente previdenziale. Il posto dove si fanno le scelte sulla nostra pensione e sulle tutele compresa la malattia. Chi di voi (e mi riferisco a tutti i colleghi che leggono il blog) sa quando si vota, come si vota e andrà a votare? Ci sta uno o più colleghi nella Consulta uscente che rappresentano le aspettative previdenziali e assistenziali dei medici di Continuità? quanti di voi hanno votato alle scorse elezioni?
Un saluto
Nicola Calabrese

29 marzo 2010

Aggressione a Roma alla guardia medica

Roma. Il servizio di Continuità Assistenziale (ex guardia medica), “registra” un ennesimo episodio di aggressione. E’ accaduto intorno alle 16 a Roma, nella postazione di via delle Pispole (Tor Bella Monaca) dove, Flora G., dottoressa di turno nella sede romana, si è dovuta barricare in una stanza della struttura sanitaria, per difendersi dalle minacce di morte da parte di un malvivente che ha fatto irruzione nella postazione. Tutto è iniziato telefonicamente. L’uomo, infatti, ha contattato in primis il servizio di Continuità Assistenziale che, com’è noto, viene filtrato dalla Centrale di Ascolto. E, proprio da un operatore della Centrale di Ascolto, Flora G. ha ricevuto la segnalazione della chiamata del paziente, che necessitava della prescrizione di un antibiotico. Come da prassi, la dottoressa ha quindi richiamato l’uomo, spiegandogli che avrebbe dovuto recarsi in ambulatorio per ritirare la ricetta medica. Un servizio che, invece, l’utente pretendeva direttamente a domicilio. Così, quando si è sentito negare la possibilità di ottenere la prescrizione direttamente a casa, è andato su tutte le furie, iniziando ad inveire contro la professionista. Una rabbia che, di lì a poco, lo ha spinto a recarsi direttamente nella postazione di Continuità Assistenziale dove, un collega di Flora G., di fronte al perpetrarsi delle minacce, ha cercato di tutelare l’incolumità della donna, impedendo all’aggressore di entrare nella struttura. Ma, vedendosi negare l’accesso, l’uomo ha finto un malore, inscenando uno svenimento. I medici sono quindi intervenuti, cercando di soccorrerlo, ma dandogli anche la possibilità di accedere nei locali. Una volta dentro, il malvivente si è scagliato nuovamente contro la dottoressa che è riuscita a rifugiarsi in una stanza della struttura, bloccando ulteriormente la porta con il peso di alcuni mobili. Solo allora Flora G. ha potuto chiamare i carabinieri, che sono intervenuti sul posto. La dottoressa è stata portata in ospedale per accertamenti e in stato di shock.
“Siamo arrabbiati e sconcertai di fronte all’ennesimo episodio di aggressione nei confronti dei medici di continuità assistenziale – dichiara Pina Onotri, segretario organizzativo del Sindacato dei Medici Italiani del Lazio (SMI) – E, in particolare, ai danni della collega, che non è nuova a questo tipo di esperienza, in quanto lavora in una delle zone più disagiate della Capitale.Con rammarico bisogna sottolineare che, nonostante lo Smi-Lazio abbia presentato un protocollo sulla sicurezza delle Guardie Mediche all’Assessorato delle Pari Opportunità del Comune di Roma, offrendo la più totale collaborazione, lo stesso documento è rimasto ‘lettera morta’.Dobbiamo aspettare il prossimo stupro o il prossimo omicidio affinchè qualcosa venga fatto?

18 marzo 2010

STOP all'anonimato

Reputo l'anonimato una forma di vigliaccheria. Esprimere giudizi, positivi e/o negativi senza firmarsi equivale, per me, a non volere sostenere la propria idea.

E siccome le persone che non hanno coraggio delle proprie azioni o idee non le reputo degne di nota da oggi impedisco, essendo il BLOG una mia proprietà, loro di potersi esprimere.

Sempre da oggi tutti possono leggere i post ma chi vuole commentarli dovrà essere registrato e firmarsi.

Decisione poco democratica? All'inizio chiesi correttezza anche tra i commentatori.
E' evidente che tale fiducia non andava riposta.

Un caro saluto
gg

ACCESSO LIBERO IN GUARDIA MEDICA: SI CHIUDE

SANITA': DOTTORESSA STUPRATA A GUARDIA MEDICA, FIMMG MINACCIA STOP AMBULATORI. SCOTTI, SIAMO LASCIATI SOLI ANCHE DALLA GENTE, 17 AGGRESSIONI IN DUE ANNI
Roma, 18 mar. (Adnkronos Salute) - "Siamo arrabbiati. I medici di guardia medica sono lasciati soli, senza nessuna sicurezza: in due anni si sono verificate 17 aggressioni, 12 solo nel 2009, raddoppiando in un solo anno". E' furioso Silvestro Scotti, segretario nazionale della Fimmg-continuità assistenziale, dopo l'ennesima aggressione, questa notte a Scicli in provincia di Ragusa, dove una dottoressa di 53 anni, alle 3 di notte, durante il turno di guardia medica, è stata violentata e picchiata a sangue. E ora è ricoverata in ospedale per la frattura di una gamba. I 4 mila medici di continuità assistenziale "lavorano in condizioni assurde, fornendo un servizio ai cittadini per il quale dovremmo avere una medaglia al valore civile e non alla memoria", dice Scotti all'ADNKRONOS SALUTE, ricordando che si sono contati anche dei morti negli ultimi anni, come Roberta Zedda uccisa nel 2003 in Sardegna e prima, in Puglia, Maria Montemuduro nel 1999. "Siamo lasciati soli. Purtroppo - lamenta - anche dalla gente che dovrebbe aiutarci a difendere questo servizio", aggiunge il sindacalista che chiede alle istituzioni una maggiore attenzione. "Se non ci saranno garanzie in questo senso - minaccia - saremmo costretti a chiedere ai medici di guardia di fare solo visite domiciliari, senza ambulatorio". Le aggressioni, spiega Scotti, non avvengono mai a casa dei pazienti, ma sempre negli ambulatori, collocati spesso in zone isolate e insicure. "E chiederemo agli amministrazioni locali l'applicazione della legge 81 sulla sicurezza del lavoro: vogliamo sapere chiaramente chi è il responsabile della nostra sicurezza". Il servizio di continuità assistenziale, riferisce Scotti, "sta diventando sempre più 'al femminile'. E sono proprio le donne a rischiare di più". Scotti si appella al ministro della Salute, Ferruccio Fazio, e al ministro degli Interni Roberto Maroni, ma anche alla popolazione. "Dobbiamo spiegare alla gente che il servizio di continuità assistenziale è un patrimonio di cui dispone. Ma che può perdere perché i camici bianchi saranno sempre meno motivati, per un guadagno di 23 euro l'ora, ad andare a rischiare la vita. In un Paese civile la sicurezza dei medici di guardia deve essere anche interesse della popolazione, non solo delle forze di polizia". Ci vuole, inoltre, anche "una presa di coscienza degli amministratori delle aziende e dei Comuni che devono prevedere la collocazioni delle sedi in posti che garantiscano la sicurezza dei medici che vanno in ambulatorio per assistere la popolazione. Purtroppo però, ancora oggi vediamo titoloni sui giornali quando un collega non risponde ad una chiamata notturna. Mentre si ignora il lavoro degli altri 3.999 che rischiano ogni notte di essere aggrediti", conclude Scotti

14 marzo 2010

Firmato Nuovo ACN

Senza grossi proclami è stato firmato il nuovo ACN per la Medicina Generale valevole per il biennio 2008-2009. Si tratta del recupero economico dello 0,4% per il 2008, del 2,8% per il 2009 e del 3,2% dal 1 gennaio 2010. Per la Continuità Assistenziale nulla o quasi nel normativo, sottolineata e chiarita l'incompatibilità che esclude i pediatri dalla compatibilità con la Continuità Assistenziale, norma che a mio avviso sottolinea la specificità della nostra attività nell'ambito della fascia oraria di competenza. Si ripercuote sulle quote orarie per la prima volta il sistema della divisione del finanziamento con una quota il 2% a livello nazionale e una quota il 1,2% a livello regionale ma con norme di garanzia che in caso di non firma dell'accordo determinano una perdita di soli 2 centesimi di euro l'ora. Tale particolare rende l'idea della stupidità della parte pubblica che con meccanismi di questo tipo di fatto in assenza di finanziamenti regionali ulteriori lega la determinazione di accordi regionali legati a questa quota al solo valore della penale, e per inciso il sottoscritto firmerebbe a livello regionale per 2 cent/ora un accordo per accendere e spegnere la luce del presidio null'altro. Comunque la penale sia nostra che degli altri settori (compresa l'emergenza!!!!) va utilizzata per dichiarazione a verbale delle stesse regioni sui rapporti d'integrazione tra assistenza primaria e continuità assistenziale. Ricorderei a tutti che con questo rinnovo raggiungiamo un aumento percentuale riferibile al quadriennio 2006-2009 pari al 10,5% circa, sicuramente aumento non sottovalutabile rispetto alle situazioni economiche di tale periodo e sicuramente il più alto rendimento nell'ambito del pubblico impiego nell'ultimo quadriennio. Resta adesso di attendere che la preintesa dell'ACN firmato faccia il suo corso tra Corte dei Conti e Conferenza Stato Regioni che dovrà completarsi in circa due mesi per legge. Infine prepariamoci agli accordi regionali che dovranno definirsi per il recupero di quanto ci è dovuto entro 9 mesi dall'entrata in vigore. Ci sarà da confrontarsi di nuovo con la SISAC per definire gli sviluppi contrattuali riferibili all'ulteriore 0,8% concesso dal Comparto come per i dirigenti medici. Infine rimane necessario sottolineare ancora una volta che a fronte di tante dichiarazioni di difesa della continuità assistenziale lo SMI e lo SNAMI non hanno firmato, probabilmente firmeranno successivamente con firme critiche, costrette, non convinte, e chi più ne ha ne metta, rimane la sensazione ormai consolidata nel sottoscritto di un assoluto disinteresse per il contratto e per un prevalente interesse per il mantenimento di una propria poltrona in assenza di proposte e quindi legata solo a proclami demagogici. Su quest'ultimo aspetto, anche se legato ad un evento significativo e serio come la morte, permettetemi di riprendere le ultime strofe del Principe Antonio De Curtis, meglio conosciuto come Totò, rimodellando il finale della poesia "A livella" a modo mio:
"Perciò, stamme a ssenti...nun fa' 'o restivo, suppuorteme sta firma-che te 'mporta? Sti ppagliacciate 'e ffanno sulo 'o SNAMI e 'o SMI: nuje simmo serie...appartenimmo à FIMMG!"."

Vi allego copia dell'accordo e una esplicitazione di tutta la parte economica anche quella dell'assistenza primaria a beneficio di tanti (oltre il 50%) dei colleghi che sono interessati perchè possessori di doppio incarico.
Saluti e buon lavoro
Silvestro Scotti