7 ottobre 2009

Avviata la ristrutturazione della Guardia Medica

Lamezia Terme - Iniziati i lavori di ristrutturazione dei locali della guardia medica nell'ex comune di Sambiase.
L'intervento, che interesserà l'intero edificio di via Paolino Cerra, rientra nel Piano triennale della opere pubbliche 2008-2010 per un importo complessivo di 250 mila euro. Lo ha reso noto l'amministrazione comunale.
Si tratta di un'opera significativa e di grande importanza per l'amministrazione cittadina guidata dal sindaco Gianni Speranza «che desiderava - spiega in un comunicato stampa - restituire al più presto alla comunità lametina un servizio necessario e una struttura completamente rivolta alla salute dei cittadini».
Si tratta del servizio di continuità assistenziale, come sono oggi definite le guardie mediche secondo la carta dei servizi, che garantisce al cittadino residente nel distretto di competenza, la continuità dell'assistenza sanitaria di base (medico di famiglia e pediatra di libera scelta), nelle ore notturne e nei giorni prefestivi e festivi per prestazioni non differibili.
«Sono molto contento – ha detto il sindaco della città della Piana Gianni Speranza – perché in questo modo offriamo una struttura consona ai bisogni della comunità, dove sarà possibile effettuare vaccini e dove anziani e bambini potranno trovare maggiore assistenza».
I lavori prevedono - informa l'amministrazione comunale - il ripristino estetico delle facciate, in rapporto al sito al quale il fabbricato appartiene, ossia il centro storico di Sambiase e quindi il mantenimento del "linguaggio architettonico" del singolo manufatto; rapportare l'edificio agli schemi legislativi vigenti, il tutto nell'ottica di un miglioramento della fruibilità da parte dell'utenza.
Nello specifico si tratta di realizzare i seguenti interventi: ristrutturazione interna atta ad armonizzare la disposizione di ambulatori ed uffici; l'abbattimento delle barriere architettoniche; il rifacimento dei servizi igienici; realizzazione nuova pavimentazione; sostituzione infissi.
E ancora: revisione impianto idrico-sanitario; adeguamento impianto elettrico; impianto termico: pannelli radianti.
Per favorire l'accesso ai disabili, l'ingresso principale è stato spostato sul fronte laterale; inoltre sono previste apertura di uscite di sicurezza in corrispondenza dei punti di fuga dell'edificio.
La dotazione minima di ambienti per l'attività ambulatoriale rispettata durante la progettazione definitiva di ristrutturazione consiste: sala per l'esecuzione delle prestazioni; spazi per attesa, accettazione, attività amministrative; servizi igienici; spazio/locale per la refertazione.
Un intervento innovativo della struttura che offrirà locali adeguati per rendere un servizio utile ai cittadini e non solo.
Anche le professionalità mediche impegnate nella postazione infatti potranno svolgere il loro servizio il luoghi dignitosi ed attrezzati per dare sempre più risposte all'utenza. La guardia medica è un servizio di alta professionalità che dà risposte concrete alla domanda di sanità.

1 ottobre 2009

French budget crisis


After last year's shortfall of €6·31 billion in the health budget, France's health-care system is in financial crisis. Budget Minister Eric Woerth predicted the deficit to reach €10 billion this year, rising to €15 billion in 2010. Cost-saving options being considered by the government include increasing patients' charges for hospital stays by €4 per day and cutting reimbursement for drugs such as aspirin by 20%.

INFLUENZA A (H1N1): ACCORDO CON MEDICI E PEDIATRI DI FAMIGLIA

Il Piemonte punta sull'istituzione del triage telefonico da parte dei medici e dei pediatri di famiglia, sul potenziamento della guardia medica e sull'apertura prolungata degli ambulatori pediatrici per fare fronte all'arrivo della nuova influenza A/H1N1.
E' quanto previsto da due protocolli d'intesa firmati nei giorni scorsi dall'Assessorato alla tutela della salute e sanità e dalle organizzazioni sindacali Fimmg (Federazione italiana medici medicina generale) e Fimp (Federazione italiana medici pediatri), in cui vengono definite le misure di contrasto alla malattia che si dovranno attivare sul territorio regionale in caso di una sua ampia diffusione.

Gli accordi stabiliscono che, qualora i dati della sorveglianza epidemiologica evidenzino un picco di sindromi influenzali riconducibili al virus A/H1N1, l'Unità di crisi regionale possa attivare un piano straordinario di rafforzamento delle cure primarie territoriali, che prevede innanzitutto che i medici di famiglia siano contattabili telefonicamente dai propri assistiti dal lunedì al sabato dalle 8.00 alle 14.00, cioè quattro ore in più rispetto al consueto orario dalle 8.00 alle 10.00.
Il medico o un suo sostituito dovrà rispondere direttamente, per garantire ai cittadini la possibilità di ricevere le informazioni e le indicazioni terapeutiche di cui necessita. Nel caso di impossibilità di risposta immediata, il medico dovrà� provvedere a richiamare entro un'ora il suo paziente.
Dalle 14.00 alle 20.00, invece, a essere reperibili telefonicamente saranno i medici di continuità assistenziale, servizio normalmente attivo solo a partire dalle 20.00. Oltre che prolungata, l'attività della guardia medica sarà anche incrementata nei giorni prefestivi, festivi e notturni, con l'aumento degli organici a disposizione. A tal fine, il testo sottoscritto oggi autorizza tutta una serie di deroghe alle regole sugli orari e sui carichi di lavoro dei medici previsti dal contratto di categoria.

Per i bambini, invece, i pediatri di famiglia, che per contratto già garantiscono la contattabilità telefonica dal lunedì al venerdì fino alle 19.00, estenderanno questa disponibilità anche al sabato, dalle 8.00 alle 14.00. Inoltre, i professionisti che operano in studi singoli dovranno assicurare l'apertura dell'ambulatorio, oltre che nel solito orario già definito, 3 ore in più il lunedì e il venerdì, mentre coloro che lavorano in gruppo dovranno passare dalle attuali 5 alle 8 ore giornaliere, dal lunedì al venerdì. Il sabato, invece, sarà attivato sul territorio di ciascun Distretto un punto di assistenza pediatrica aperto 4 ore al mattino e 4 al pomeriggio.
"Con questi accordi" spiega l'assessore alla tutela della salute e sanità, Eleonora Artesio "saremo in grado di garantire alla popolazione un'assistenza sul territorio H24 in caso di epidemia influenzale, così come richiesto dal vice ministro alla Salute, Ferruccio Fazio. Il nostro obiettivo, in vista di un forte aumento della domanda di informazioni e di cure, è quello di fare in modo che i cittadini trovino una risposta sanitaria adeguata vicino a casa, evitando ricorsi massicci e inappropriati al pronto soccorso, che è un servizio di emergenza da utilizzare solo in casi gravi e urgenti. Tra l'altro, recarsi in un ambulatorio o in un ospedale con i sintomi influenzali significa contribuire alla diffusione dell'infezione. E per contro, se non si è davvero malati, si rischia di contrarre il virus a causa del contatto con persone infette. La cosa migliore, dunque, è che sia il medico o il pediatra di famiglia, attraverso una sorta di triage telefonico, a valutare i sintomi del paziente, a prescrivere le eventuali terapie e a decidere se sia utile una visita domiciliare o in studio o ancora un ricovero".

Per quanto riguarda, invece, le vaccinazioni, Assessorato e Fimmg hanno concordato che siano le Asl, attraverso i propri servizi, a farsi carico della vaccinazione degli adulti contro il virus A/H1N1, mentre tutta l�attivit� di immunizzazione contro l�influenza stagionale per i soggetti non interessati dalla campagna per la nuova influenza, sar� effettuata dai medici di famiglia. Con la Fimp, invece, si � stabilito che i pediatri collaborino a entrambe le vaccinazioni, secondo le diverse modalit� gi� in atto in ciascuna Azienda.

L�offerta vaccinale contro il virus della nuova influenza, secondo quanto previsto da due ordinanze ministeriali, sar� rivolta in ordine di priorit� a:
  • personale sanitario e socio-sanitario; personale delle forze di pubblica sicurezza e della protezione civile; personale del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco del Ministero dell�Interno, personale delle Forze Armate; personale che assicura i servizi pubblici essenziali di cui alla legge 12 giugno 1990, n. 146 e successive modificazioni, secondo piani di continuit� predisposti dai datori di lavoro o per i soggetti autonomi dalle Amministrazioni competenti; donatori di sangue periodici;
  • donne al secondo o al terzo trimestre di gravidanza; donne che hanno partorito da meno di 6 mesi o, in loro assenza, la persona che assiste il bambino in maniera continuativa;
  • persone affette da malattie croniche da 6 mesi a 65 anni, nonch� i soggetti con meno di 24 mesi nati gravemente pretermine;
  • bambini di et� superiore a 6 mesi che frequentano l�asilo nido; minori che vivono in comunit� o istituzionalizzati;
  • persone di et� compresa tra pi� di 6 mesi e 17 anni, non incluse nei precedenti punti, sulla base degli aggiornamenti della scheda tecnica autorizzativa dall�EMEA;
  • persone tra i 18 e 27 anni, non incluse nei precedenti punti.
  • 24 settembre 2009

    Ursini(Ugl), "più sicurezza per i medici di Guardia Medica"

    ''Ai medici di guardia medica bisogna assicurare migliori condizioni di sicurezza sia perché le sedi di alcune postazioni si trovano in zone ad alto rischio criminale, sia per il fatto che nel territorio dell'Azienda Sanitaria Provinciale risiedono molti cittadini extracomunitari che usano diverse sostanze alcoliche, quali birre, vini e vodka che, se assunte in grande quantità come spesso accade, inducono a commettere atti di gratuita violenza'.
    E' quanto afferma Vincenzo Ursini, segretario provinciale e portavoce regionale del Comparto sanità dell'Ugl.
    ''Le aggressioni e le minacce subite negli ultimi due/tre anni dai medici di continuità assistenziale sono ormai diverse ed è giusto che l'Asp adotti adeguati provvedimenti a loro tutela. I medici sono quasi sempre donne neolaureate, al loro primo precario incarico, che con grande senso di responsabilità accettano di lavorare in ambienti quasi sempre a rischio'. ''Pur riconoscendo all'Azienda Sanitaria il merito di aver avviato per alcune strutture un'adeguata azione di riqualificazione, riteniamo necessario che il medico di guardia medica sia più tutelato, almeno sotto il profilo della sicurezza personale. E ciò può avvenire in due modi: installando in ogni postazione adeguati servizi di videosorveglianza collegati con le forze dell'ordine, oppure affiancando al medico almeno un infermiere'.
    ''In questi giorni, - continua il segretario provinciale dell'Ugl sanità - ho avuto modo di prendere contatti con alcuni giovani medici che spesso si trovano ad affrontare situazioni ad alto rischio per la gravità delle patologie di tanti pazienti che individuano nella Postazione territoriale il primo punto di pronto soccorso. Affiancare al medico una unità infermieristica potrebbe essere un modo nuovo di gestire la sanità territoriale, assicurando prestazioni notturne di primo livello, ma per fare ciò è necessario dotare le Postazioni di adeguati strumenti diagnostici (oftalmoscopio; saturimetro; test rapidi per markers cardiaci per fare diagnosi precoce di infarto; test per streptococco, influenza, mononucleosi ed esame urine)'.
    ''Ciò - continua il segretario provinciale dell'Ugl sanità - porterà ad una riduzione degli accessi al Pronto Soccorso, soprattutto se trattasi di ''codice bianco'. L'utilizzazione di unità infermieristiche potrebbe consentire anche di gestire al meglio le procedure assistenziali più complesse, non di competenza medica, quali ad esempio la installazione e rimozione di cateteri vescicali, i drenaggi e le fleboclisi'. ''Sarebbe inoltre utile prevedere - continua Ursini - un lettino attrezzato per permettere l'osservazione breve dei pazienti affetti da crisi ipertensive che necessitano di controlli dei valori pressori dopo 1-2 ore dalla somministrazione della terapia. I medici dovrebbero, altresì, avere la possibilità di richiedere esami diagnostici urgenti (rx torace, elettrocardiogramma, esami ematochimici di routine), mentre ai pazienti va data la possibilità di conoscere i turni del personale in servizio, affinché possano rivolgersi, in caso di necessità, sempre allo stesso sanitario'.
    Infine, l'Ugl ritiene ''necessario assegnare ad ogni postazione un telefonino cellulare e un navigatore satellitare perché attualmente i medici, per le telefonate inerenti l'attività pubblica, sono costretti ad utilizzare il proprio telefonino'. ''Sono proposte - conclude Ursini - certamente nuove e, forse, non facilmente percorribili, ma siamo fermamente convinti che la sanità calabrese, per uscire dallo stallo di questi anni, abbia davvero bisogno di azioni innovative che possano influire positivamente sugli operatori che sono quotidianamente in ''prima linea' per ridare fiducia ai cittadini-utenti'.

    11 settembre 2009

    Guardia medica: Accordo Asl-Sindacati

    SASSARI – E’ stato siglato nei giorni scorsi tra l’Azienda sanitaria locale di Sassari ed i sindacati dei medici di Guardia medica, il progetto della continuità assistenziale nelle ore diurne per il Pronto Soccorso di Sassari, per i punti di primo soccorso delle strutture di Ittiri e Thiesi e per il poliambulatorio di Porto Torres.

    L’accordo, che avrà la durata di dodici mesi a decorrere dall’inizio di ottobre, coinvolge ventiquattro medici titolari di continuità assistenziale nell’ambito del territorio dell’Asl sassarese, per un incremento orario di dodici ore settimanali.

    L’accordo, prevede che il medico di continuità assistenziale presti la propria attività professionale al Pronto Soccorso del presidio ospedaliero di Sassari, al poliambulatorio di Porto Torres e nei punti di primo soccorso di Ittiri e Thiesi. L’attività sarà esclusivamente ambulatoriale, con orario dalle ore 8 alle ore 20, mentre gli interventi domiciliari diurni resteranno sempre di competenza dei medici di assistenza primaria e dei pediatri di libera scelta. Nei presidi ospedalieri le attività saranno esclusivamente dedicate all’espletamento dei codici bianchi provenienti dai triage. Al fine di garantire l’erogazione della prestazione con garanzia di qualità il professionista di continuità assistenziale sarà coadiuvato da un infermiere professionale.

    Gli obiettivi dichiarati che le parti vogliono raggiungere con l’accordo riguardano il miglioramento quali-quantitativo della risposta all’utenza, quindi il miglioramento del governo clinico. A questi, si aggiungono la volontà di facilitare l’accesso agli altri servizi, garantire maggior integrazione fra gli operatori dell’ambito territoriale, ancora migliorare l’integrazione e l’appropriatezza delle risposte e, infine, ridurre i tempi di attesa dei pazienti che, nelle strutture, si presentano al sistema del triage. La sigla dell’accordo, riapre i termini per la presentazione della domanda di disponibilità da parte dei medici di continuità assistenziale interessati a svolgere questo servizio.

    9 settembre 2009

    PUBBLICATO SULLA GAZZETTA UFFICIALE L’ ACN.

    E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale N. 208 dell’08-09-09 Suppl. Ordinario n.167, la "Intesa, ai sensi dell’Art. 5 dell’Accordo Stato Regioni, Rep. 1805 del 24 Luglio 2003, sull’Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale per la disciplina dei rapporti con i Medici di Medicina Generale - quadriennio normativo 2006-2009, biennio economico 2006-2007".
    Come già precedentemente chiarito, la validità dell’Accordo Collettivo Nazionale ha assunto piena efficacia già dal 29 Luglio 2009.
    La pubblicazione sulla GU costituisce comunque utile strumento in quanto rappresenta atto informativo istituzionalmente NON discutibile né rimandabile da parte delle ASL ad ulteriori convalide per l’ attuazione dei contenuti dell’ACN.
    L'Esecutivo Nazionale

    8 settembre 2009

    Parodi: «L'Enpam non sarà commissariato»

    L’Enpam non corre alcun rischio di commissariamento. Lo scrive a chiare lettere il presidente della cassa di previdenza dei medici, Eolo Parodi, in un comunicato diffuso venerdì per smentire le notizie circolate nei giorni precedenti sulla stampa economica. Secondo alcuni articoli, infatti, il ministero del Lavoro avrebbe il mirino puntato su sette enti previdenziali delle professioni (medici, veterinari, avvocati, giornalisti eccetera), alle quali i tecnici del dicastero rimproverebbero il mancato raggiungimento della sostenibilità a 30 anni, requisito introdotto quasi tre anni fa dal comma 763 della legge 296/2006.
    «L’allarme di un sistema previdenziale dei professionisti a rischio di commissariamento» è la risposta del presidente Parodi agli articoli di stampa «è del tutto infondato. Finora l’Enpam non solo ha rispettato tutte le regole concernenti la privatizzazione delle casse professionali, ma ha anche triplicato il valore del proprio patrimonio».
    A dettagliare lo stato di salute dell’Enpam provvede anche Alberto Oliveti, componente dell’esecutivo Enpam con delega della presidenza per le questioni previdenziali e responsabile Fimmg per previdenza e assicurazioni: «Il piano d’interventi necessario a raggiungere la sostenibilità a 30 anni» spiega «è già pronto e a giorni verrà presentato al Ministero. Mancava soltanto l’ultimo tassello, ossia il rinnovo della Convenzione dei medici di famiglia, senza la quale il mosaico sarebbe stato incompleto». E per Oliveti il piano dovrebbe essere recepito dai tecnici del Lavoro senza obiezioni: «Siamo fiduciosi: giusto per citare il Fondo della Mg, già oggi tra riserve e rivalutazione del patrimonio immobiliare raggiungiamo tranquillamente i 24 anni di sostenibilità. Per arrivare a 30 andranno rivisti i rapporti tra contributi e prestazioni, ma il traguardo è dietro l’angolo e l’ipotesi del commissariamento è soltanto fantasia».

    7 settembre 2009

    Alle Molinette l´incentivo del sabato sera

    Pochi medici disponibili, accordo su 480 euro per ogni turno di guardia. Le trattative accelerate anche dall´arrivo dell´influenza A. Il bonus riguarda tutti i reparti e vale 700mila euro l´anno.

    Se lavori il sabato notte guadagni di più. All´ospedale Molinette di Torino, il più grande della città ma anche uno di quelli dove la popolazione sanitaria è più anziana, tutti i medici di guardia nel turno di notte, dalle 20 alle 8 del mattino, saranno incentivati con 480 euro lordi. L´accordo, su proposta dell´Anaao con l´appoggio delle altre organizzazioni sindacali dei medici, è pronto e sarà firmato già alla fine di questa settimana. Carenza di medici, invecchiamento della popolazione, mettiamoci anche l´influenza A in arrivo, che potrebbe portare ad un sovraccarico di lavoro per tutti, un´età media dei sanitari fra le più alte della Regione che rende più difficile avere la disponibilità di professionisti che hanno superato i 55-60 anni e che non sempre se la sentono di passare la notte in ospedale. Sono tante le ragioni che hanno portato ad un´accelerazione delle trattative negli ultimi mesi. Inevitabile quindi cercare soluzioni, peraltro previste dal contratto 2002-2005 che prevede fondi dedicati per retribuire il disagio dei medici nelle guardie notturne.

    Si poteva incentivare il lavoro nelle zone più critiche, il pronto soccorso, le chirurgie, le medicine che negli ultimi tempi lavorano al limite della sostenibilità. La scelta delle Molinette è stata diversa, pagare 480 euro ai medici di tutti i reparti, quelli che sono disposti a rinunciare al fine settimana in famiglia o ad alterare i ritmi abituali nei giorni di festa passando la notte in corsia. «Abbiamo pensato che fosse il sistema più equo - spiega Gianluca Ruiu, rappresentante del sindacato Anaao alle Molinette - per compensare il disagio del lavoro notturno come prevede peraltro il piano sanitario regionale che insiste sulla continuità assistenziale». Il costo sarà di circa 600-700 mila euro all´anno, una cifra che sarà attinta dai finanziamenti arrivati dallo Stato per pagare le guardie a gettone e che finora alla Molinette non è mai stati utilizzata. Obiettivo delle organizzazioni sindacali, dice ancora Ruiu è quello di estendere in un secondo momento l´incentivo anche agli infermieri e agli altri operatori sanitari: «E´ auspicabile che in un futuro il vantaggio economico coinvolga tutti».


    Altri ospedali hanno deciso strade alternative come un pagamento a forfait o il reclutamento di medici esterni, che come nel caso della psichiatria dell´azienda To1 arrivano da Napoli per poche ore di lavoro. All´ospedale di Ciriè tempo fa trovare medici disponibili a fare il turno di guardia era impresa davvero ardua. Risultato? Chi diceva sì alle guardie notturne portava a casa 600 euro lordi a turno. Al Cto si retribuiscono a gettone i medici disponibili nei settori più critici. «Se non sarà modificato l´accesso alla facoltà di medicina la situazione della sanità italiana e piemontese, dove nei prossimi anni i pensionamenti saranno moltissimi, si ribalterà in pochi anni - dice il segretario regionale dell´Anaao Gabriele Gallone - il gettone diventerà la norma e con il tempo il mercato lo faranno i medici, come avviene in Inghilterra, dove si strapagano professionisti stranieri disposti ad andare a lavorare in zone scoperte».

    29 agosto 2009

    Guardie mediche, tagli eccessivi e non motivati

    “Tagli eccessivi e scriteriati”. Dura la disamina dei medici di continuità assistenziale in merito al riassetto dei presìdi ex guardia medica sul territorio provinciale.
    Il riassetto. A breve, com’è noto, il management dell’Asl varerà il nuovo schema. Una mappa della quale Il Sannio quotidiano ha già anticipato nell’edizione di domenica alcuni contenuti. E’ acclarato il numero complessivo dei presìdi che saranno 13 in luogo dei 25 fin qui assegnati al Sannio. Definita anche la distribuzione delle guardie mediche per ognuno dei sei Distretti sanitari esistenti in provincia. Il ‘Benevento 1’ avrà due presìdi, così come il distretto ‘Montesarchio’ e quello di ‘Morcone’. Tre strutture saranno individuate nei distretti ‘Benevento 2’ e ‘San Bartolomeo in Galdo’, mentre il distretto ‘Telese’ dovrebbe avere una guardia medica. Questa è la proposta già inviata dai vertici dell’Asl al sindaco del Comune di Benevento, Fausto Pepe, presidente della conferenza dei sindaci cui per legge spetta la facoltà di dare un parere, ancorchè non vincolante, sul riassetto. Se il confronto con i primi cittadini sanniti non dovesse arrivare in tempi ragionevoli, i vertici Asl procederanno autonomamente. La protesta dei medici. In attesa di conoscere il parere dei sindaci, sono gli operatori del settore a far sentire la propria voce con una dura presa di posizione nei confronti dei vertici Asl. “L’ormai prossimo “riassetto” - scrivono in una nota congiunta i medici di continuità assistenziale che operano sul territorio sannita – è un ulteriore passo del progressivo, strategico smantellamento di questo servizio cominciato da qualche anno. Nell’ottobre 2008 furono chiusi cinque presìdi con l’apparente giustificazione, a nostro avviso falsa, della inidoneità dei locali. Sarebbe interessante a tal proposito operare una verifica in tutte le sedi per scoprire quali sono quelle “a norma”. Il “riassetto” della continuità assistenziale è stato oggetto di una priorità e di un accanimento veramente “speciale” da parte dei vertici Asl, come se in quel milione di euro recuperato dall’operazione fossero concentrati tutti gli sprechi del bilancio aziendale. Abbiamo già denunciato una serie di questioni, dalla posizione antidialettica e antidemocratica del decisionismo aziendale, sorda a qualsiasi confronto con le parti tecniche e sociali, a considerazioni di risparmio offerte dal servizio, ai rischi per la popolazione e gli operatori, invitando la Asl a fornire un pubblico chiarimento. Ad esempio, va chiarito che il fondo di finanziamento del servizio di continuità assistenziale è scorporato dal bilancio Asl in quanto i LEA (livelli essenziali di assistenza) vengono finanziati a parte. Le Asl non possono attingere a questo fondo per appianare i loro bilanci. Per quanto riguarda il numero massimo di medici assegnato al Sannio, respingiamo ancora una volta la interpretazione dell’Asl che parla di 109 unità. La Legge regionale 1 / 2008 prevede parametri per i quali, anche nell’interpretazione più restrittiva, i medici da assegnare al Sannio sarebbero 143”. I medici contestano quindi i criteri in base ai quali sarà operata la scelta dei 13 presìdi superstiti: “I comuni sede di distretto non possono avere la continuità assistenziale, così come quelli sede di Saut (118) e quelli dove c’è un ospedale. E questo in barba anche alle ultime indicazioni ministeriali. In un progetto del servizio di continuità assistenziale 24 ore su 24, in un’ottica di risparmio, il ministero dava la possibilità di individuare un presidio di continuità assistenziale anche in una delle sedi Saut, anche se con mansioni e competenze autonome diverse. Dalle anticipazioni apprese attraverso Il Sannio quotidiano l’Asl opererebbe una deroga soltanto a beneficio del capoluogo”.
    Infine un appello alla classe politica provinciale per attivarsi prima che si proceda con i tagli: “Tranne il sindaco di Benevento, Fausto Pepe, non abbiamo registrato nessuna reazione concertata. E’ troppo sperare che la Provincia faccia sentire la propria voce con un atto deliberativo forte? Noi operatori, al di fuori di tutto quello che attiveremo in termini di difesa della dignità del nostro lavoro, rilanciamo al giudizio dei cittadini la questione invitandoli a esprimere attraverso giornali, televisioni, comitati, email, il proprio parere, facendo anche un bilancio di trenta anni di questo servizio”.