25 luglio 2009

E LA CONTINUITÀ ASSISTENZIALE FA DI TUTTO DI PIÙ

Nella ASL 9 di Grosseto la Continuità Assistenziale viene chiamata nei campeggi e nelle strutture turistiche nonostante una legge regionale che obbliga i gestori di tali strutture ad avere il medico reperibile per tutte le 24 ore. E la Asl cosa fa? Invia una lettera a firma del Direttore Sanitario (che vi allego) degna di Ponzio Pilato. Il problema va al di la della semplice richiesta di visita. Sembra proprio vi sia un tacito accordo a farci andare la C.A. con un compito aggiuntivo e con una responsabilità medico legale enorme. Infatti la legge che regola l’apertura dei campeggi parla all’art 28 comma 3 di …….medico reperibile a chiamata in tempi brevi, in barba alla non differibilità così tanto da noi professata . A seguito di numerose segnalazioni fatte dai colleghi iscritti abbiamo provveduto ad inviare una lettera per precisare la nostra posizione e chiedere all’Azienda di chiarire in maniera inequivocabile la questione. E’impensabile che qualcuno venga pagato profumatamente per fornire il proprio servizio H24 e che qualche altro (la C.A.) venga sfruttato gratuitamente per far si che lui dorma sonni tranquilli .
Cesare Scola




LA LETTERA DELL’AZIENDA SANITARIA N°9 DI GROSSETO AI MEDICI



Oggetto: Assistenza Sanitaria ai turisti

Ai Sigg. medici Titolari e Sostituti di CA
Ai Sigg. medici di Assistenza Sanitaria ai Turisti
e p. c. Al Direttore della Centrale Operativa 118
Ai Direttori di Distretto



Al fine di fornire elementi di chiarezza per garantire il servizio di assistenza ai turisti, si forniscono le seguenti precisazioni:
- l’Azienda ha attivato in alcune località ed in fasce orarie definite, sedi di assistenza sanitaria turistica. I medici che prestano la loro opera in tali sedi rispondono alle richieste di tutti i cittadini turisti indipendentemente dalla struttura recettiva che hanno scelto per il loro soggiorno (campeggi, alberghi, agriturismi, abitazioni private ed altro);
- nelle fasce orarie notturne e comunque in quelle in cui è presente solo il servizio di continuità assistenziale, i turisti possono rivolgersi a tale servizio, sempre indipendentemente dal luogo di soggiorno.

Distinti saluti
Il Direttore Sanitario
Dott. Danilo Zuccherelli


LA REPLICA DELLA FIMMG CONTINUITA’ ASSISTENZIALE PROVINCIALE

AL DIRETTORE GENERALE
DELL’ASL 9 GROSSETO

AL DIRETTORE SANITARIO
DELL’ASL 9 GROSSETO

AL RESPONSABILE DEL SETTORE
MEDICINA CONVENZIONATA
DELL’ASL 9 GROSSETO

AI DIRETTORI DI DISTRETTO
DELL’ASL 9 GROSSETO

AL DIRETTORE DELLA CENTRALE 118

e p. c. AI SINDACI DELLA PROVINCIA
DI GROSSETO

ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA
presso il Tribunale di Grosseto


Oggetto: Precisazioni e chiarimenti a seguito lettera prot. n° 23 del 30/06/2009
La Scrivente OO.SS ,
Premesso
Che il Testo Coordinato DPGR 23.04.2001 n° 18 R e DPGR 07.08.2007 n° 45 R ( Legge Regionale 23/03/2000 N°42 integrata dalla legge regionale 17 gennaio 2005 n° 14 e succ modificazioni pubblicata sul BURT del 26/01/2005 n° 5) prescrive che uno dei requisiti per l’apertura di strutture ricettive di cui all’art.21 è ai sensi dell’art.28 (Pronto Soccorso) comma 3, che tale struttura ……deve disporre di un medico reperibile a chiamata in tempi brevi. Intendendo pertanto per tutte le 24 ore.
Che le S.V sono chiamate e tenute a rispettare e far rispettare tali disposizioni di Legge
Che con lettera del Direttore Sanitario inviata ai Medici di C.A. prot. n° 23 del 30/06/2009 si affronta l’argomento in maniera sommaria e superficiale.
Che il servizio di Continuità Assistenziale assicura le prestazioni non differibili ma non può in alcun modo vicariare l’attività medica obbligatoria per legge presso i campeggi.
Che il servizio di Continuità Assistenziale garantisce comunque attraverso l’attività ambulatoriale presso la sede di guardia le prestazioni ai cittadini non residenti compresi quelli che sono ospitati presso i campeggi
Che l’assicurare l’attività medica presso i campeggi comporterebbe l’assunzione di ulteriori compiti e responsabilità in capo ai medici di Continuità Assistenziale.
INVITA
le S.V. :
Al rispetto delle normative vigenti, delle disposizioni contrattuali e a chiarire in maniera inequivocabile la posizione dell’Azienda.
Con l’ avvertenza che eventuali omissioni ed inadempienze nei confronti dei medici di Continuità Assistenziale saranno denunciate nelle sedi competenti.
Si chiede inoltre il nominativo del/dei responsabili del procedimento e si assegna altresì il termine di 30 giorni dalla ricezione della presente ai sensi dell’art.22 legge 241/90 e successive modificazioni.
Grosseto, 08/07/2009

Cordiali Saluti
Il segretario provinciale FIMMG CA Grosseto
Dott Cesare Scola

ASL deve garantire sicurezza ai dipendenti

Una dipendente di una USL ha subìto una aggressione (per vendetta) nei locali dell'ambulatorio del distretto, riportando lesioni psico-fisiche (trauma cranico, ecchimosi varie, lesioni all'apparato visivo causate dal lancio o colpo di una bottiglia, disturbi post-traumatici da stress, attacchi di panico, somatizzazioni). La dipendente sosteneva la responsabilità dell'amministrazione per aver omesso di adottare le cautele opportune dirette ad evitarle l'aggressione da parte di terzi, in violazione dell'obbligo di tutela delle condizioni di lavoro posto a carico del datore di lavoro dall'articolo 2087 del codice civile. Il Consiglio di Stato, in parziale accoglimento delle istanze della lavoratrice, ha affermato la violazione del principio secondo il quale il titolare di un'organizzazione, preordinata alla gestione dei servizi, deve curare la prevenzione dai rischi di incidenti, siano o meno di origine illecita, e tali da pregiudicare o danneggiare le persone addette.

23 luglio 2009

MEDICINA GENERALE: SMI-LAZIO NON FIRMA IL PROTOCOLLO D’INTESA PER L'AIR

Forte pressione esercitata dalla Regione Lazio sulle sigle sindacali per concludere celermente la trattativa del protocollo d’intesa sull'Accordo Integrativo Regionale (AIR) per la medicina generale.

Il documento presenta diverse criticità evidenziate dallo Smi-Lazio anche in occasione della piattaforma condivisa con Snami e Intesa Sindacale. Il Sindacato Medici Italiani non firma, pertanto, il succitato Accordo poiché ritiene inaccettabile il sovraccarico di obblighi per i MMG a fronte di nessun ristoro economico. “E’ vergognoso che la ristrutturazione dell'assistenza territoriale debba essere realizzata con i fondi degli stessi camici bianchi - ha dichiarato Pina Onotri, esponente della segreteria Smi-Lazio - e senza alcun incentivo da parte della Regione. In pratica tutta l’operazione verrà sovvenzionata impiegando le quote corrispondenti agli arretrati e agli aumenti contrattuali nazionali destinati ai medici di medicina generale”.

“In stand-by anche altre priorità più volte rese note a chi di dovere – aggiunge Paolo Marotta, coordinatore segreteria regionale Smi-Lazio – in primis l’implementazione della pianta organica della Continuità Assistenziale (ex guardia medica), la stabilizzazione dei precari e il restyling del centro di formazione regionale della medicina generale (CEFORMEG). La firma dell’Air posta lo scorso 21 luglio da alcuni sindacati - conclude il sindacalista - potrebbe indurre altre Regioni alla chiusura di accordi ad isorisorse, con l’implicazione di ulteriore svilimento della categoria”.

18 luglio 2009

IMPORTANTE SENTENZA DEL TAR CAMPANIA CHE EVITA IL BLOCCO DELLE ZONE CARENTI DI CONTINUITÀ ASSISTENZIALE PUBBLICATE IL 1 GIUGNO 2009 IN CAMPANIA

Il TAR Campania ha respinto il ricorso presentato da alcuni colleghi della ASL di Benevento che chiedevano l’annullamento del decreto di pubblicazione delle zone carenti di Continuità Assistenziale appena pubblicate. I Giudici, emettendo la sentenza in forma abbreviata, hanno ritenuto giusto il criterio sulla ripartizione dei posti nelle zone disagiate adottato dalla Regione Campania nella delibera di giunta N° 1917 del 28 dicembre 2008, ampliamente condiviso dalla FIMMG C. A..

N. 04085/2009 REG.SEN.
N. 03331/2009 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania
(Sezione Quinta)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
ex art. 21 e 26 della legge 1034/71 e successive modifiche e integrazioni,Sul ricorso numero di registro generale 3331 del 2009, proposto da: Assuero Musco, Rita D'Onofrio, Giovanna Viglione, Michele D'Antonio, Sergio Vessichelli, Gilda Bellomunno, Alfonso Oropallo, Francesco Grasso, Antonio Palmieri, Giovanni Mancino, Arturo Facchiano, Ferdinando Melchiorre, Annamaria Paola Luisa Di Zazzo, Roberto Pane, Antonio Mascia, Angelo Rosa, Giovanna D'Andrea, Lucia Caporaso, Michelina Campana, Orazio Roberto Russo, tutti rappresentati e difesi dall'avv. Francesco Santoni, con domicilio eletto in Napoli, piazza della Repubblica, 2;
contro
la Regione Campania, in persona del Presidente p.t. della giunta regionale, rappresentata e difesa dall'avv. Maria Vittoria De Gennaro (Avvocatura regionale), con domicilio eletto presso la sede dell’Ente, in Napoli, via S. Lucia, 81; l’Azienda Sanitaria locale - Asl - Benevento 1, in persona del suo legale rapp.te p.t. –non costituita;
e con l'intervento di
ad opponendum:Persico Pasquale;
per l'annullamento
previa sospensione dell'efficacia,
del decreto dirigenziale n. 107 del 18 maggio 2009, pubblicato sul BURC n. 33 del 1 giugno 2009, di pubblicazione zone carenti di assistenza primaria e di continuità assistenziale per gli anni 2006-2007-2008;

Visto il ricorso con i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio della Regione Campania;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 02/07/2009 il dott. Paolo Carpentieri e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Avvisate le stesse parti ai sensi dell'art. 21 decimo comma della legge n. 1034/71, introdotto dalla legge n. 205/2000;

CONSIDERATO che ricorrono, nella fattispecie, i presupposti per la definizione nel merito del presente giudizio, con sentenza in forma abbreviata, essendo integro il contraddittorio, le parti essendo state sentite sul punto in camera di consiglio ed essendo la causa di pronta soluzione nel merito e, dunque, matura per la decisione;
CONSIDERATO che il criterio regionale – di cui alla delibera di giunta n. 1917 del 2008 – che ripartisce di popolazione ubicata in zone “disagiate”, pari al 10% dell’intera popolazione regionale, in due segmenti (un primo segmento, pari al 7,5%, cui applicare il precedente rapporto di 1 medico ogni 3.000 abitanti; un secondo segmento, pari al 2,5%, cui applicare il rapporto di 1 medico ogni 1.500 abitanti, come consentito dalla legge regionale n. 1 del 2008) non si appalesa irrazionale o illogico, o altrimenti illegittimo alla stregua dei dedotti motivi di ricorso, tenuto conto anche degli inderogabili limiti di spesa, che non consentono comunque il superamento del numero complessivo di 194 unità di personale medico per la continuità assistenziale da destinare alle aree disagiate;
RITENUTO che, pertanto, il ricorso risulta infondato e non può ricevere accoglimento;
RITENUTO che ricorrono giusti motivi per disporre l’integrale compensazione tra le parti delle spese di causa;
P.Q.M.
IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DELLA CAMPANIA, SEDE DI NAPOLI, SEZ. V, letti ed applicati gli artt. 21, decimo comma e 26, quarto comma, della legge n. 1034 del 1971 (e successive modificazioni), definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe indicato, lo respinge.
Spese compensate.
Così deciso in Napoli nella camera di consiglio del giorno 02/07/2009 con l'intervento dei Magistrati:
Antonio Onorato, Presidente
Paolo Carpentieri, Consigliere, Estensore
Vincenzo Cernese, Consigliere


L'ESTENSORE
IL PRESIDENTE





DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 17/07/2009
(Art. 55, L. 27/4/1982, n. 186)
IL SEGRETARIO

9 luglio 2009

IRAP illegittima per il Medico di Medicina Generale

Opportuno nell'ACN prossimo un richiamo alla natura del rapporto di lavoro del medico

Esenti IRAP senza organizzazione autonoma o se il rapporto è di collaborazioni coordinate e continuative

La circolare n. 141/E del 4 giugno 1998 dell'Agenzia delle Entrate precisa che attraverso l'utilizzo della locuzione “autonomamente organizzata” il legislatore ha inteso perseguire l'obiettivo di escludere dall'ambito di applicazione del tributo IRAP tutte quelle attività che non sono esercitate mediante un'organizzazione autonoma da parte del soggetto interessato, come - ad esempio espressamente citato – proprio le attività di collaborazione coordinata e continuativa che si configurano soltanto se per l'esercizio dell'attività non vengono impiegati propri “mezzi organizzati”.
La circolare n. 45/E del 13 giugno 2008 ha stabilito i criteri per valutare la presenza dell'autonoma organizzazione del libero-professionista, quale presupposto dell'assoggettamento al pagamento dell'IRAP, ed ha confermato che l'onere della prova dell'assenza di un autonoma organizzazione spetta al medico che promuove l'azione legale, ai sensi dell'art. 2697 del codice civile.

fonte: univadis (leggi l'articolo)


7 luglio 2009

NUOVE CODIFICHE ASL E DISTRETTI DELLA CAMPANIA

Dal I° Luglio 2009 in applicazione della DGRC 1037 del 28 maggio 2009 pubblicata sul BURC n. 35 dell’ 8 giugno 2009, sono entrate in vigore le nuove codifiche ASL e dei Distretti. In data odierna si è provveduto ad inviare alle ASL una comunicazione per adeguare i materiali e la modulistica proprie della Continuità Assistenziale ed informare tempestivamente i colleghi. Pasquale Persico


AL COMMISSARIO STRAORDINARIO ASL AVELLINO

AL COMMISSARIO STRAORDINARIO ASL BENEVENTO

AL COMMISSARIO STRAORDINARIO ASL CASERTA

AL COMMISSARIO STRAORDINARIO ASL NAPOLI 1 CENTRO

AL COMMISSARIO STRAORDINARIO ASL NAPOLI 2 NORD

AL COMMISSARIO STRAORDINARIO ASL NAPOLI 3 SUD

AL COMMISSARIO STRAORDINARIO ASL SALERNO




Prot 11/SEGR.REG /2009 LORO SEDI
Oggetto: Richiesta di adeguamento dei servizi di Continuità Assistenziale alla DGRC 1037 del 28 maggio 2009 pubblicata sul BURC n. 35 del 8 giugno 2009.
La scrivente OO.SS,
al fine di adeguare il Servizio di Continuità Assistenziale della Regione Campania al flusso informativo di cui alla DGRC 1037 del 28 maggio 2009 pubblicata sul BURC n. 35 del 8 giugno 2009, chiede che in tutti i distretti delle ASL vengano aggiornati i materiali e la modulistica recanti codifica distrettuale (timbri medici, allegati M, ecc.)
Si chiede inoltre, onde evitare inesattezze nella compilazione delle ricette SSR., che ai medici di Continuità Assistenziale vengano tempestivamente comunicate le nuove codifiche relative ai DSB di cui all’allegato A della delibera 1037.
In attesa di riscontro, si porgono distinti saluti.
Napoli, 7 luglio 2009

Il Segretario Regionale Settore
Continuità Assistenziale
Dr. Pasquale Persico

4 luglio 2009

ROMANO, NEL LAZIO FALLITO SPOSTAMENTO SERVIZI DA OSPEDALE A TERRITORIO

"L'affollamento costante dei Pronto soccorsi, negli ultimi mesi, sta a dimostrare che la propaganda messa in campo da tutta la Giunta Marrazzo prima, e poi portata avanti dal Commissario e ora avallata dal vicepresidente Montino sullo spostamento dei servizi essenziali dall'ospedale al territorio non funziona. Anzi, il cittadino l'ha recepito come una sottrazione dei basilari diritti assistenziali in quanto manca il raccordo con la continuita' assistenziale e manca il collegamento opportuno con gli studi dei medici di famiglia e l'ospedale di riferimento". Lo ha dichiarato il segretario regionale della Fials Confsal, Gianni Romano, in seguito a un'indagine svolta sul territorio, negli ultimi 3 mesi, dai delegati dell'Organizzazione sugli accessi ai reparti di Pronto soccorso.

"E' chiaro che quando il medico di famiglia tiene aperto lo studio solo dalle 3 alle 4 ore al giorno, quando l'ambulatorio dove e' in cura lascia il paziente con la prescrizione per prenotare una visita di controllo successiva, ma non si raccorda con le strutture sul territorio per seguire il suddetto paziente nella sua patologia o nel suo stato di malessere come per gli anziani, questi e' costretto a recarsi in ospedale per cercare assistenza. La Regione a questo punto - ha continuato Romano - ha il dovere di responsabilizzare i manager delle Asl in merito alla gestione di quei presidi sul territorio che possano seguire di quei pazienti affetti da una patologia cronica, da una disabilita' che sia temporanea o permanente e attivare i servizi di continuita' assistenziale. Analogamente i singoli medici di famiglia devono essere responsabilizzati per seguire la singola patologia raccordandosi con l'ospedale e l'ambulatorio di riferimento".

"Il Governo ha stanziato fondi speciali per realizzare accordi tra i medici di medicina generale e mantenere aperti gli studi H24, come del resto ha sottolineato il viceministro della Salute Ferruccio Fazio nel corso del Convegno dell'Associazione 'Fare Sanita'' a Palazzo Marini. Differentemente, benche' la Regione Lazio abbia sempre parlato di continuita' assistenziale ne' gli impegni a realizzarla ne' i fatti sono ancora arrivati tant'e' che non le strutture di riferimento sul territorio non si sono ancora attivate per il collegamento con gli ospedali. La Nostra Organizzazione - ha concluso Romano - vuole capire come sono stati impegnati quei fondi per l'apertura tout court degli studi medici e i progetti di raccordo tra medici, ospedale e territorio. Da quello che si vede nei Pronto soccorsi la Regione Lazio e' stata capace di dare ai cittadini solo la chiusura di 3 ospedali senza garanzie di alternativa».

2 luglio 2009

Puglia: Ambiti carenti continuità assistenziale

Pubblicati gli ambiti carenti di continuità assistenziale rilevate dalle aziende sanitarie a Marzo 2008. Gli aspiranti devono presentare, a mezzo raccomandata entro 15 giorni dalla data di pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia, istanza di assegnazione di incarico. La graduatoria regionale di medicina generale a cui fare riferimento è quella valida per l'anno 2008. Il provvedimento è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n.94 del 25 giugno 2009.

Milano, camici bianchi in sciopero: la Regione blocca gli accordi con la Asl

Medici di famiglia e pediatri in sciopero da ieri a Milano per protestare contro la decisione della Regione Lombardia di interrompere, o meglio di non rinnovare gli accordi firmati con la Asl di Milano lo scorso anno. Ambulatori chiusi, 2 dottori su tre in sciopero e tutte le sigle sindacali unite (la prima volta negli ultimi dieci anni): questa è la situazione che si sta vivendo da quasi 48 ore nel capoluogo lombardo e che proseguirà fino al termine della giornata.
In particolare gli accordi prevedevano l’apertura di alcuni ambulatori pediatrici e di quartiere nei week-end, al fine di garantire una continuità assistenziale nei fine settimana, un servizio telefonico disponibile dalle 10 alle 11, e visite mirate per affetti da diabete o problemi cardiovascolari. La Regione per il momento si difende parlando di una sperimentazione (quella avvenuta nel 2008) senza alcun successo, che avrebbe visto solo 18mila richieste di aiuto pervenire agli ambulatori, cioè il 2,77% degli accessi al pronto soccorso. Le sigle sindacali d’altro canto continuano a sostenere la bontà degli accordi, che non solo avrebbero trovato il consenso dei cittadini, ma che hanno consentito di diminuire nel 2008 la spesa farmaceutica di circa 40 milioni di euro. E mentre la diatriba continua in città si registrano forti disagi, con circa 400 mila visite disdette e guardie mediche prese d’assalto.

1 luglio 2009

OGGI E DOMANI SCIOPERO DEI MEDICI E DEI PEDIATRI

Dopo la notizia del possibile blocco da parte della Commissione Garanzia, ieri, lo sciopero indetto dai sindacati: Fimmg, Fimp, Si.M.I., Smi, Snami, per la prima volta dopo 15 anni, confermano all’unanimità.

Per 2 giorni, oggi e domani, gli ambulatori nel territorio dell'Asl Città di Milano, resteranno chiusi, per manifestare il dissenso dei medici e dei pediatri, contro il mancato rinnovo di Regione Lombardia, dell'accordo del 2008; tale accordo interessa una serie di servizi aggiuntivi alle famiglie.

I pediatri, protestano, in particolar modo, per il servizio di “continuità assistenziale” nel weekend, bloccato dalla Regione, poiché, considerato fallimentare.

Invece, la protesta dei medici di base, è stata scatenata dal veto regionale per il prosieguo del progetto che consentiva l’apertura degli ambulatori al sabato, un numero telefonico attivo dalle 10 alle 11 e una serie di altri servizi, compresi quelli per i pazienti diabetici.

La spesa per il totale di questi servizi per la salute dei cittadini, ammontava a 8 milioni di euro, appena il 2 per mille all’interno del bilancio regionale della sanità che è di oltre 3 miliardi.